Uno scontro interno che raggiunge il punto critico
La vicepresidente Victoria Villarruel ha deciso di rispondere alle richieste di dimissioni avanzate dal cancelliere Pablo Quirno e dal capo di gabinetto Diego Santilli. A poche ore da un dibattito cruciale al Senato, la titolare della Camera Alta ha difeso la sua posizione e ha confermato che resterà in carica, sostenendo di voler proteggere le istituzioni e rispettare il voto popolare.
Giovedì 7 agosto 2026, mentre esercitava la presidenza della Nazione a causa del viaggio di Javier Milei in Colombia, Villarruel ha partecipato a una messa nella Cattedrale Metropolitana per il nuovo nunzio apostolico. All'uscita, è stata interpellata dalla stampa sullo scontro con l'esecutivo.
“Non destabilizzo nessuno”
Di fronte alle accuse di Quirno, che sostiene che lei voglia destabilizzare il governo, Villarruel è stata categorica: “Io non destabilizzo nessuno, nulla di più lontano da me. In ogni momento ho rispetto e attaccamento alle istituzioni del paese e alla Costituzione nazionale; faccio tutto per amore della patria”.
Ha inoltre criticato il tono del cancelliere: “Il cancelliere credo che sia andato oltre, e credo che queste parole dovrebbero essere dette faccia a faccia, non per scandalizzare la popolazione”. Alla domanda se il suo precedente messaggio sullo stato del presidente si riferisse alla sua salute mentale, ha risposto in modo laconico: “No, non mi riferivo a quello”.
L'origine del conflitto
La tensione è riesplosa il 30 luglio 2026, quando la vicepresidente ha espresso la sua “genuina preoccupazione per il suo stato” dopo un post della deputata Lilia Lemoine che Milei aveva condiviso. Questo messaggio ha scatenato una forte reazione all'interno del partito di governo, portando Santilli a chiederle di farsi da parte se non è d'accordo, e lei ha risposto accusandolo di cospirare contro l'ordine repubblicano.
Lo spettro delle elezioni 2027
Secondo quanto riportato da Infobae, nel governo riconoscono che la presenza di Villarruel come candidata nel 2027 è potenzialmente rischiosa, poiché potrebbe sottrarre voti al settore conservatore e nazionalista. Nel frattempo, Milei ha già confermato che cercherà la rielezione con un nuovo compagno di ticket, tra cui si menzionano Martín Menem e Patricia Bullrich.
Contesto legislativo: sessione al Senato
Questo scontro interno è avvenuto alla vigilia della sessione del Senato del 7 agosto 2026, dove il governo è riuscito a ottenere l'approvazione in prima lettura della Legge sull'Inviolabilità della Proprietà Privata, dopo aver ritirato il Capitolo III (Legge sulle Terre) e quello sulla Gestione degli Incendi. La tensione è stata aggravata dal fatto che Villarruel ha autorizzato la senatrice peronista Anabel Fernández Sagasti a votare da remoto, una decisione che è stata bloccata da Bullrich.
Fonti consultate da La Nación e Ámbito hanno confermato che la vicepresidente non ha contatti con Milei da più di due anni, ma ha ribadito che non si dimetterà: “Gli argentini ci hanno eletto come formula, e onorerò l'impegno e il dovere che gli argentini mi hanno affidato; sono orgogliosa di essere la vicepresidente della Nazione”.
Un panorama che si ridefinisce
Nonostante le tensioni, la democrazia argentina continua il suo corso e le istituzioni restano solide. I prossimi mesi saranno decisivi per l'assetto politico in vista del 2027, uno scenario che promette dibattiti costruttivi e nuove definizioni per il futuro del paese.