Un passo decisivo verso l'indipendenza monetaria
Il 12 agosto 2026, le commissioni Finanze e Bilancio della Camera dei Deputati argentina hanno emesso un parere di maggioranza che apre la strada a una delle riforme più ambiziose del governo: la modifica della Carta Organica della Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA). L'iniziativa ha raccolto 42 firme su 73 deputati presenti, con il sostegno di La Libertad Avanza, PRO, UCR, Produzione e Lavoro, Indipendenza e Innovazione Federale.
Il progetto sarà discusso in aula il prossimo 26 agosto 2026, giornata in cui si intende anche trattare il progetto di riforma denominato Inocencia Fiscal II. La riforma mira a instaurare un cambiamento di paradigma nella politica monetaria del paese.
I punti chiave della nuova Carta Organica
- Obiettivo unico: Preservare il valore della moneta. Vengono eliminati gli obiettivi di occupazione e sviluppo economico introdotti nel 2012.
- Fine del deficit monetizzato: Divieto di finanziamento diretto o indiretto al Tesoro. Vengono eliminati gli anticipi transitori e l'acquisto diretto di titoli pubblici sul mercato primario.
- Fine delle Lettere Intrasferibili: Viene disposta l'eliminazione di questi strumenti di debito storicamente utilizzati per quadrare i bilanci.
- Distribuzione degli utili: I risultati del BCRA dovranno essere destinati prioritariamente ad assorbire le perdite accumulate, ricostituire il patrimonio o cancellare il debito pubblico.
- Blindaggio delle autorità: La rimozione del presidente e del consiglio richiederà una causa grave e una maggioranza di due terzi di entrambe le camere del Congresso.
Cosa sono gli anticipi transitori e le PASE?
Per capire la portata della riforma, è fondamentale definire alcuni concetti:
Anticipi transitori: Sono prestiti che il BCRA concedeva al Tesoro Nazionale per coprire carenze di cassa. Sebbene dovessero essere restituiti nel breve termine, storicamente si sono trasformati in una macchina per stampare denaro, alimentando l'inflazione.
Lettere Intrasferibili: Strumenti di debito emessi dal Tesoro che il BCRA finiva per assorbire. Funzionavano come una forma di finanziamento nascosto e non potevano essere venduti sul mercato.
Con il divieto di entrambi i meccanismi, il governo cerca di proteggere l'emissione monetaria dalle urgenze fiscali della politica.
Il 'crossover' in plenaria: Boggiano, il PRO e il ritiro di Unión por la Patria
La giornata parlamentare non è stata priva di tensione e colore. La plenaria è diventata un palcoscenico di forti scontri quando il governo ha invitato a esporre economisti di alto profilo mediatico: Miguel Boggiano, Héctor Rubini, Ramiro Castiñeira, Aldo Abram e Claudio Zuchovicki.
L'intervento di Miguel Boggiano è stato quello che ha scatenato la tempesta. L'economista ha attaccato diversi governi del passato, accusando "democratici, radicali, peronisti, sviluppisti, militari, kirchneristi e macristi" di aver usato il BCRA "per truffare sistematicamente la società argentina". Queste parole hanno provocato una rapida reazione degli alleati del governo, che si sono sentiti chiamati in causa.
Il deputato del PRO, Fernando de Andreis, ha chiesto scuse formali e ha minacciato di non firmare il parere. La situazione ha costretto la deputata libertaria Silvana Giudici e il presidente della commissione, "Bertie" Benegas Lynch, a chiedere scusa in più di un'occasione per evitare il crollo dell'accordo. Secondo quanto riportato da media come LA NACION, il presidente della Camera bassa, Martín Menem, ha espresso la sua indignazione per l'inesperienza di aver permesso questi attacchi ai soci della coalizione.
Dal lato dell'opposizione, anche Unión por la Patria ha vissuto un momento di tensione. Il deputato Itai Hagman ha criticato la convocazione sottolineando che "sembrano opinionisti del canale streaming Carajo". Infine, il blocco peronista si è ritirato dalla plenaria in segno di rifiuto della dinamica del dibattito. Il deputato del MID, Eduardo Falcone, ha deciso di non firmare il parere in segno di dissenso con le esposizioni.