Sostegno pubblico, dubbi privati
Il Council of the Americas, svoltosi il 20 agosto 2026 all'Alvear Palace Hotel di Buenos Aires, è stato ancora una volta la vetrina del sostegno del cosiddetto 'Círculo Rojo' (l'élite economica argentina) alla rotta economica del governo. Tuttavia, l'accoglienza riservata al presidente Javier Milei è stata fredda: gli applausi sono stati 'svogliati e brevi'. Nei corridoi, imprenditori e CEO delle principali camere di commercio hanno concordato nel valorizzare l'ordinamento macroeconomico e la riduzione dello Stato, ma hanno messo in guardia sull'anno di stagnazione e sulla mancanza di risultati nell'economia reale.
Il presidente della Camera Argentina del Commercio (CAC) e padrone di casa, Mario Grinman, ha difeso il processo: 'Stiamo passando un momento così così? Più o meno. Ci sono aziende che hanno chiuso, posti di lavoro persi, ma se questo è il prezzo da pagare perché i nostri nipoti vivano in un paese normale e credibile, ne vale la pena'.
Le allarmi del Círculo Rojo
Tra le principali preoccupazioni emerse in forma riservata si segnalano:
- Occupazione e attività: dirigenti di multinazionali riconoscono il deterioramento, con cali superiori al 20% in settori come elettrodomestici e automotive.
- Mancanza di credito: l'accesso al finanziamento resta un collo di bottiglia per PMI e famiglie.
- Pressione fiscale: si contesta l'impatto delle imposte sui redditi lordi (Ingresos Brutos) e delle tasse comunali.
- Inserimento internazionale: cresce il dibattito sulla relazione commerciale con la Cina e sull'isolamento diplomatico con il Brasile.
Un dirigente del PRO ha sintetizzato la posizione di molti: sostegno all'ordinamento, ma distanza crescente da Milei. In questa linea, si è messo in discussione il 'costo politico' del caso Manuel Adorni: 'Perché hanno sostenuto Adorni per 6 mesi e hanno cacciato Posse in un batter d'occhio?', ha detto un referente dell'agroindustria.
L'idea di un 'mileismo senza Milei'
Tra i più vicini al governo, comincia a prendere forma la speculazione su un 'mileismo senza Milei': preservare l'ordine macroeconomico ma sotto una leadership politica diversa che includa i settori produttivi tradizionali. Anche se non c'è una candidatura concreta all'orizzonte, le fonti del settore privato fanno proprie misurazioni e non escludono l'apparizione di un nuovo outsider. Come esempio estremo del profilo che potrebbe diventare competitivo, un economista ha menzionato Pedro Rosemblat, noto per la sua relazione con la cantante Lali Espósito.
Dati che contrastano con il discorso
Mentre Milei ha difeso la gestione con cifre macro (inflazione all'ingrosso dello 0,8% a luglio e crescita cumulata di 'più di dieci punti'), i dati dell'economia reale mostrano un'altra faccia:
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Investimenti (giugno, su base annua) | -6,2% |
| Vendite al dettaglio PMI (luglio, su base annua) | -3,8% |
| Utilizzo della capacità installata (maggio) | 58,4% |
| Produzione industriale (1° semestre) | -2,2% |
Il ministro dell'Economia, Luis Caputo, assente per un'influenza, ha confermato la rotta sui social: 'Sappiamo che alcuni media e alcuni membri dell'opposizione cercano di seminare sfiducia per rallentare o fermare questo processo, ma in realtà stanno sottovalutando la grande maggioranza degli argentini'.
Voci dissenzienti e richieste
Il presidente della Camera Argentina delle Costruzioni, Gustavo Weiss, è stato categorico: 'Il tema della micro è ciò che preoccupa tutti. Ci sono molte famiglie indebitate, molta gente è preoccupata, ma Milei non ascolta nessuno'. Invece, l'ex ambasciatore Diego Guelar ha messo in dubbio l'ottimismo: 'Perché il rischio paese dovrebbe scendere? In via confidenziale dicono che non c'è fiducia. Ci sono due modi perché un presidente perda le elezioni: che il dollaro si impenni e che il conurbano (la periferia di Buenos Aires) vada a fuoco'.
Dal settore finanziario, un referente bancario ha sostenuto che i crediti in dollari potrebbero aiutare a rilanciare l'economia, anche se ha chiarito che gli indicatori di morosità riflettono il deterioramento con ritardo. La giornata è coincisa con la marcia della CGT (il principale sindacato argentino) al Ministero dell'Economia per il debito delle famiglie e con la protesta delle PMI davanti alla Casa Rosada.