L'ex ministro dell'Economia Hernán Lacunza ha confermato la sua intenzione di candidarsi alla presidenza argentina nel 2027. In un'intervista radiofonica, ha rivelato di aver discusso la sua candidatura con Mauricio Macri e con oltre dieci dirigenti del PRO. Ha criticato il governo attuale e ha proposto un cambio di rotta: 'cambiare la motosierra per una cementera'. Ha inoltre avvertito che non parteciperà a nessuna lista senza un candidato indipendente.

L'ex ministro dell'Economia argentino Hernán Lacunza ha ufficialmente lanciato la sua candidatura alla presidenza per le elezioni del 2027. In un'intervista a Radio Rivadavia del 20 agosto 2026, ha dichiarato: “La mia volontà è essere Presidente della Nazione”. Lacunza ha anche rivelato di aver parlato della sua candidatura con l'ex presidente Mauricio Macri circa tre mesi fa e con “più di una decina di dirigenti di alto livello del PRO”.

Un progetto collettivo, non individuale

Lacunza ha sottolineato che la sua non è un'avventura personale: “Non credo nelle avventure individuali, credo nelle proposte partitiche e organiche”. Ha inoltre chiarito che non farà parte di nessuna lista se il PRO non avrà un candidato indipendente, perché “bisogna fare le cose in modo diverso”.

L'ex funzionario, che è stato ministro delle Finanze durante il governo di Macri, ha anche preso le distanze da La Libertad Avanza (il partito del presidente Javier Milei): “Il PRO e il governo non hanno lo stesso modo di fare politica”. In una frase che riassume la sua proposta, ha sostenuto che l'Argentina ha bisogno di “cambiare la motosierra per una cementera” – una metafora per dire che è ora di costruire, non solo di tagliare.

La metafora della “motosierra”: il presidente Milei ha spesso usato l'immagine della motosega per descrivere i suoi drastici tagli alla spesa pubblica. Lacunza propone di sostituirla con una cementiera, simbolo di costruzione e sviluppo.

Critiche al governo e proposte

Lacunza ha affermato che sta arrivando “una fase dell'Argentina in cui serve un altro stile di leadership, servono riforme che questo governo non ha potuto, non ha saputo o non ha voluto fare”. Ha inoltre chiesto una politica “più inclusiva, più condivisa, che richieda di lavorare con altri attori, con le province”, e ha proposto una riforma fiscale e del sistema di spesa pubblica che coinvolga nazione, province e comuni.

Ha anche criticato l'argomento secondo cui non bisognerebbe proporre qualcosa di meglio per paura che vinca qualcosa di peggio: “È una debolezza politica e, dal punto di vista filosofico e intellettuale, è piuttosto povero”.

La corsa interna al PRO

L'economista ha ammesso che ci sono differenze all'interno del suo partito, ma è stato categorico: “Nel PRO ci sono dirigenti che pensano che un'altra alternativa sia la migliore, benvenuti, ma io andrò avanti”.

Con questo annuncio, Lacunza si posiziona come uno dei precandidati del PRO in vista del 2027, in uno scenario in cui l'alleanza con La Libertad Avanza è ancora un tema di dibattito interno.

Per approfondire

L'intervista completa è disponibile su Radio Rivadavia e la copertura estesa su LU17.