Il governatore Kicillof apre un'indagine su Mercado Pago e altre fintech per abusi e acoso ai consumatori. 2.240 denformistiche nel primo semestre. Multe possibili fino a 1.883 milioni di pesos. Critiche anche per la sua gestione.

L'allarme per il sovra-indebitamento delle famiglie argentine

In Argentina il problema del sovra-indebitamento delle famiglie è diventato una vera e propria emergenza sociale. Per questo motivo, il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, e il ministro della Produzione, Augusto Costa, hanno annunciato giovedì 20 agosto 2026 una serie di misure per proteggere i consumatori, soprattutto quelli che usano le famose 'billeteras virtuali' (app come Mercado Pago, Ualá e simili).

Kicillof ha lanciato l'allarme con dati molto precisi: il 60% della popolazione adulta argentina ha debiti e ben 6 milioni di persone non riescono a pagare le loro rate. Secondo il governatore, questa non è una questione privata, ma una conseguenza della politica economica nazionale: 'Famiglie con redditi in crollo, costrette a ricorrere al credito per comprare cibo e medicine'.

Le indagini e le possibili multe

Il ministro Augusto Costa ha dettagliato: nel primo semestre del 2026, la Direzione della Difesa del Consumatore ha ricevuto 2.240 denunce contro sei piattaforme digitali principali: Mercado Pago, Naranja Digital, Ualá, Personal Pay, Brubank e Cencosud. Le accuse riguardano interessi eccessivi, assenza di trasparenza e vere e proprie tecniche di 'acoso' verso i clienti indebitati.

Le autorità hanno aperto un fascicolo e richiesto alle società di spiegare come vengono definite le tassi di interesse e il costo finanziario totale. Se le anomalie venissero dimostrate, potrebbero scattare multe fino a 1.883 milioni di pesos e l'obbligo di correggere le clausole.

Per capire il contesto: la morosità delle famiglie argentine a giugno raggiungeva il 12,7%, contro appena il 2,5% di due anni prima. Il tasso di interesse medio per i prestiti delle fintech supera il 150% annuo.

Critiche alla gestione Kicillof e alla CGT

La protesta non è solo dal fronte governativo. Il quotidiano di sinistra La Izquierda Diario ha pubblicato una colonna (21/08) in cui si ricorda che Kicillof e la CGT (la confederazione dei sindacati) sostengono che la colpa è solo del governo nazionale, ma non si ricordano delle loro responsabilità. Secondo il quotidiano, la CGT ha accettato che i salari privati perdano rispetto all'inflazione, e la provincia di Buenos Aires ha lasciato i dipendenti pubblici con un potere d'acquisto ridotto del 27%.

Inoltre, il BAPRO (la banca pubblica provinciale) ha una% morosità del 12% e applica un costo finanziario totale del 156% annuo. Un paradosso – sostengono i critici – denunciare l'usura delle billeteras mentre la banca pubblica fa uscire i cittadini.

Le altre proteste e il contesto

Il 20 agosto 2026, mentre Kicillof annunciava le nuove regole, la CGT e le altre CTA (Centrali dei Lavoratori) hanno organizzato una marcia al Ministero dell'Economia per denunciare l'insostenibilità dei debiti. Marina Alí ha parlato di 'rischio di esplosione sociale'. Kicillof stesso ha incontrato i sindacati provinciali, e si sta costruendo una sua immagine di candidato alla presidenza, non senza divisioni.

La notizia – sia a livello locale che internazionale – mostra una classe dirigente divisa, ma il problema del risparmio (e della sopravvivenza) delle famiglie resta aperto.