Nel vertice del Council of the Americas, Javier Milei è tornato al suo profilo più aggressivo raccogliendo applausi freddi, mentre Axel Kicillof si è riunito in segreto con dirigenti di JP Morgan, Amazon e Apple all'Hotel Alvear. Il governatore di Buenos Aires ha esposto il suo piano economico e ha persino invitato i rappresentanti delle multinazionali a fargli visita a La Plata, in una mossa che conferma la sua corsa presidenziale per il 2027.

Due facce del potere al vertice del Council of the Americas

L'incontro annuale del Consiglio delle Americhe, tenutosi questa settimana presso l'Hotel Alvear della Capitale Federale, è diventato il palcoscenico di un doppio gioco politico che ha dominato l'agenda degli ultimi giorni. Da un lato, il Presidente Javier Milei ha spiegato la sua retorica più aspra davanti a una platea di imprenditori nervosi; dall'altro, il governatore Axel Kicillof ha colto al volo le opportunità della manifestazione per un incontro quasi segreto con alcuni degli uomini più influenti del Paese e del mondo.

L'evento, organizzato dall'ente imprenditoriale statunitense, è stato seguito con attenzione dalla politica locale. Il Presidente argentino ha insistito con attacchi e parole forti per difendere il suo piano economico, una mossa che molti analisti interpretano come un ritorno al discorso del 2023, quando ha sorpreso con la sua narrazione anti-establishment. La strategia ufficiale punta a rilanciare la polarizzazione con 'il passato' per controbattere la crescente insoddisfazione per stipendi bassi e la perdita di lavoro stabile.

L'esame inatteso di Kicillof: incontro privato e proposta

In parallelo, quasi senza clamore, Kicillof ha partecipato a una riunione organizzata dalla presidente del Consiglio delle Americhe, la signora Susan Segal, che non si è limitata ad ascoltare Milei ma ha organizzato un appuntamento esclusivo con il governatore bonaerense. Secondo quanto ricostruito da El Día, Kicillof è arrivato accompagnato dai suoi ministri Carlos Bianco (Governo) e Augusto Costa (Produzione), e ha esposto per circa un'ora davanti ai rappresentanti di JP Morgan, Aeropuertos Argentina, Pan American Energy, Amazon e Apple.

In quell'incontro a tu per tu, il governatore non ha usato mezze parole: 'Ordine macroeconomico, sì, ma bisogna vedere a che prezzo', ha risposto alle domande dei dirigenti. E ha lasciato la porta aperta per approfondire il dialogo: ha invitato i membri a visitarlo a La Plata. Secondo fonti presenti, la proposta è stata accolta con interesse e il canale di dialogo è reale.

La staffetta per la candidatura

Questa riunione non è un caso isolato. L'entourage di Kicillof conferma che fa parte di un processo accelerato per la sua candidatura presidenziale. Se, per il marzo del 2027, non emerge una vera alternativa nel peronismo, la sua postulazione diventa indiscutibile. Ma ci sono altri nomi che si muovono sotto traccia: il principale è Sergio Massa, che non dichiara la sua volontà di rivincita ma non la esclude nemmeno. I dirigenti vicini al governatore di Tigre sostengono che 'se Massa non ha possibilità, non si candiderà', una frase letta con grande ironia nel circolo kicillofista.

Le primarie: il tema che divide

La possibilità di sospendere le PASO (le primarie aperte simultanee e obbligatorie argentine) è un altro tema caldo. Nel governo della provincia di Buenos Aires si rimarca che è necessario mantenere le primarie 'per definire il candidato' provinciale e nazionale, e per evitare che il piano ufficiale di esporre Milei alle urne fallisca. La cumbre dei governatori peronisti ha confermato questo punto, sottolineando l'importanza delle interne come valvola di sfogo.

Mentre il Presidente Milei, nel suo intervento al vertice, non ha risparmiato affetto e amarezza per i suoi oppositori e per i giurnalisti, suscitando incroci di sguardi tra i presenti. Tuttavia, secondo quanto riportato da Ambito, gli investitori chiedono di allentare il freno fiscale e Milei avrebbe attivato il cosiddetto 'operazione rielezione'. La domanda che ha scaldato il palcoscenico: come arriverà Milei alle elezioni del 2027? Questo è l'interrogativo che il popolo delle finance si pone, mentre Kicillof, nel silenzio, cerca di costruire ponti con i sostenitori che finanziano le campagne.

Fonti: El Día, Ámbito, La Nación, Clarín, Página/12.