14/06/2026 03:15 - Internacionales
Representación visual de un acuerdo de paz internacional: manos firmando un documento sobre una mesa de conferencias con banderas de Estados Unidos e Irán a ambos lados, ambiente diplomático formal con luz natural
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato questo sabato 13 giugno che l'accordo di pace con l'Iran verrà firmato domenica 14 giugno, mediante una riunione virtuale con mediatori pakistani e qatarioti. "L'accordo verrà firmato domani, e immediatamente dopo la sua firma, lo Stretto di Hormuz sarà APERTO PER TUTTI", ha dichiarato il presidente sul suo social network Truth Social.
La firma elettronica porrebbe fine alla guerra iniziata il 28 febbraio 2026 da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, un conflitto che ha lasciato più di 3.700 morti in Libano secondo dati verificati, e ha provocato una crisi energetica globale per il blocco dello strategico Stretto di Hormuz.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Cessate il fuoco | Estensione per 60 giorni aggiuntivi |
| Stretto di Hormuz | Riapertura immediata dopo la firma |
| Programma nucleare | L'Iran rinuncia alle ambizioni nucleari |
| Uranio arricchito | gli USA avranno accesso per la sua distruzione |
| Compensazioni | Non c'è scambio di denaro |
| Formato della firma | Virtuale/elettronica |
L'accordo è il risultato di quasi tre mesi di intense negoziazioni facilitate da Pakistan, Qatar, Egitto e Turchia. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato che il suo paese è "pronto per la firma elettronica dell'accordo di pace, seguita da conversazioni a livello tecnico la prossima settimana".
Secondo il medio Axios, che cita fonti informate del processo, la firma avverrà in forma elettronica durante una riunione virtuale per ragioni logistiche, con la partecipazione di rappresentanti di Stati Uniti, Iran e dei paesi mediatori.
Lo Stretto di Hormuz è una delle vie navigabili più importanti del mondo: lì transitava il 20% del petrolio mondiale prima del conflitto. Il suo blocco ha fatto sì che il prezzo del petrolio Brent raggiungesse livelli critici, colpendo le economie globali.
Con la riapertura annunciata, si attende una stabilizzazione dei mercati energetici. Il petrolio Brent ha già registrato un calo del 2,3% fino a USD 88,27 al barile, mentre il WTI è sceso del 2,2% fino a USD 85,81 il 12 giugno.
Il presidente americano è stato enfatico nel suo messaggio: "Non vogliono più un'arma nucleare, né l'avranno, né tramite acquisto, sviluppo né alcun'altra forma di acquisizione". Trump ha sottolineato che l'accordo non include compensazioni economiche per l'Iran e permetterà agli Stati Uniti di accedere all'uranio arricchito per la sua distruzione.
"Speriamo di collaborare con l'Iran e con tutto il Medio Oriente per molti anni. Che questo processo si svolga rapidamente, semplicemente e senza intoppi."
Sebbene Trump e il Pakistan abbiano confermato la firma per domenica, il Ministero degli Esteri iraniano ha inizialmente escluso che la firma avvenisse quel giorno, pur lasciando aperta la possibilità che si concretizzi nei prossimi giorni. Questa discrepanza mantiene una certa incertezza sul cronogramma esatto.
Israele, da parte sua, ha avvertito che potrebbe agire indipendentemente se considera che i suoi interessi di sicurezza non sono garantiti, il che aggiunge un fattore di rischio all'implementazione dell'accordo.
Lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo situato tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman. È largo solo 33 chilometri nel punto più stretto, ma rappresenta una arteria vitale per il trasporto di petrolio. Ogni giorno, circa 17 milioni di barili di petrolio attraversano questo passaggio, equivalenti a circa il 20% del consumo mondiale. Paesi come Arabia Saudita, Iran, UAE e Kuwait dipendono da questa via per le loro esportazioni di idrocarburi. Un eventuale blocco prolungato potrebbe causare un aumento drammatico dei prezzi del petrolio con conseguenze devastanti per l'economia globale.
Trump viaggerà lunedì in Francia per partecipare al vertice del G7, dove si riunirà con leader di Egitto, Qatar ed Emirati Arabi Uniti per affrontare la situazione post-accordo. È stato invitato anche il principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman, che non potrà partecipare per problemi di agenda. Non è prevista la presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Il conflitto, iniziato il 28 febbraio 2026, ha rappresentato uno dei momenti più tesi nelle relazioni tra Occidente e Iran, con implicazioni geopolitiche ed economiche globali che ora si cercano di risolvere attraverso questo accordo storico.
Fonti: Deutsche Welle | Infobae/EFE
Alfredo S. Quiroga
Conspiraciones