29/06/2026 09:10 - Politica
Dopo una breve sosta a Madrid, il presidente argentino Javier Milei è atteso a Asunción, Paraguay, per la Cumbre de Jefes de Estado del Mercosur (il Mercato Comune del Sud), in programma per lunedì 29 e martedì 30 giugno 2026. Questo blocco economico, fondamentale per l'America Latina, affronta uno dei suoi momenti più delicati, con divergenze ideologiche e commerciali che potrebbero ridefinire gli equilibri geopolitici della regione.
Saranno presenti sette mandatari: i cinque membri pieni (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia, quest'ultima in fase di adattamento), più i presidenti José Antonio Kast (Cile) e Daniel Noboa (Ecuador). Parteciperanno anche delegazioni di Germania, Emirati Arabi Uniti e una missione di 30 imprenditori.
Il principale punto di frizione è tra Milei e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Il governo brasiliano ha espresso preoccupazione per l'accordo firmato da Argentina e Stati Uniti a febbraio 2026, che elimina i dazi per 1.675 prodotti.
Brasilia teme che questo accordo crei "distorsioni" all'interno del blocco e ha chiesto chiarimenti formali. Qualsiasi intesa con Washington deve essere compatibile con le norme del Mercosur e con il trattato di libero commercio con l'Unione Europea, entrato in vigore il 1° maggio 2026.
L'analista Ignacio Bartesaghi nota: "Il Brasile ha sempre voluto legare l'Argentina alla politica commerciale comune; questa lotta per la leadership è classica diplomazia di Itamaraty".
Il cancelliere argentino Pablo Quirno ha formalizzato la richiesta di adesione al CPTPP (Accordo globale e progressista trans-pacifico), un blocco che comprende 12 economie come Giappone, Canada, Messico e Regno Unito, rappresentando il 13% del PIL mondiale.
Nel 2025, le esportazioni argentine verso questi paesi hanno totalizzato 16.329 milioni di dollari con un avanzo commerciale di 8.930 milioni.
Il dilemma geopolitico:
Sarebbe il primo accordo dove l'Argentina tratta da pari con il Regno Unito, mantenendo però la rivendicazione di sovranità sulle Isole Falkland/Malvinas. In risposta, Lula ha annunciato negoziati separati Mercosur-Giappone.
La reincorporazione del Venezuela non è all'ordine del giorno ufficiale, ma è un argomento caldo nei corridoi diplomatici, specialmente dopo i devastanti terremoti del 24 giugno 2026 che hanno causato oltre 1.400 morti e 70.000 dispersi.
| Paese | Posizione sul Venezuela |
|---|---|
| Paraguay, Brasile, Colombia | Favorevoli alla reincorporazione o ridiscussione. |
| Argentina | VETO (Incumplimiento normativo e violazione del protocollo democratico). |
L'Argentina non riconosce la rappresentanza diplomatica a Caracas e chiede la liberazione di prigionieri politici come l'avvocato Germán Giuliani. Per rientrare, il Venezuela necessita del consenso dei quattro fondatori, cosa che Buenos Aires non concederà facilmente.
Prima del viaggio, Milei si riunirà questo lunedì 29 giugno a Buenos Aires con il senatore brasiliano Flavio Bolsonaro, principale candidato dell'opposizione contro Lula per le elezioni di ottobre 2026. L'incontro, organizzato dalla Israel Allies Foundation, segnala chiaramente le preferenze politiche del governo argentino.
Il vertice si svolge in un contesto regionale complesso: il Brasile contesta l'avvicinamento argentino agli USA, mentre il dibattito sul Venezuela si riapre a seguito di una tragedia umanitaria. Alla fine della cumbre, la presidenza pro tempore passerà dal Paraguay all'Uruguay.
Fonte: Infobae
Alfredo S. Quiroga