10/07/2026 09:24 - Internacionales
Secondo le informazioni di Infobae, l'incendio forestale scoppiato nel pomeriggio di giovedì 9 luglio 2026 nella zona di Almocáizar, nel comune di Los Gallardos (nella provincia di Almería, nel sud della Spagna), è diventato il sinistro più mortale della storia della comunità autonoma dell'Andalusia.
Il consigliere di Presidenza, Sanità ed Emergenze della Giunta dell'Andalusia, Antonio Sanz, ha definito l'evento come una tragedia senza precedenti. L'incendio ha superato per numero di vittime il tragico incendio del Parco Naturale di Grazalema (Cadice) avvenuto nel 1992, che uccise cinque membri di una squadra di soccorso.
Il bilancio provvisorio, comunicato il 10 luglio 2026, indica che le fiamme avrebbero causato la morte di 12 persone, un numero che potrebbe salire poiché il presidente della Giunta dell'Andalusia, Juanma Moreno, ha riferito di essere in attesa della conferma del ritrovamento di un nuovo corpo.
Le vittime sono state trovate nella frazione del comune di Bédar. Quattro di loro, di nazionalità britannica, sono state trovate all'interno della loro auto mentre cercavano di allontanarsi dall'incendio. Altre sette persone sono morte, apparentemente, mentre camminavano in cerca di un'uscita imprevista. Si stima che la maggior parte dei deceduti sia di origine straniera, probabilmente dieci su dodici.
Inoltre, si segnalano 23 persone scomparse e 8 feriti di varia gravità: quattro gravi con diversi tipi di ustioni e quattro in stato meno grave.
Le cause dell'incendio non sono ancora state confermate ufficialmente, ma le prime indagini suggeriscono che potrebbe essere originato dalla caduta di un cavo elettrico che ha incendiato la vegetazione. Il forte vento, con raffiche fino a 50 chilometri all'ora, ha diffuso le fiamme con estrema rapidità verso la massa forestale circostante.
Il perimetro dell'incendio è stimato intorno ai 3.150 ettari bruciati. La situazione continua a essere complessa a causa della morfologia accidentata della zona, piena di burroni dove non è potuta entrare la machineria pesante. Un cambio di vento ha complicato le operazioni, avvicinando il fuoco al centro abitato del Barranco de Alfaix, dove sono state evacuate 250 persone.
La rapidità dell'avanzamento delle fiamme ha costretto a effettuare evacuazioni su percorsi improvvisati in mezzo a un denso fumo. La strada principale di uscita da Bédar è rimasta bloccata, deviando gli sfollati verso il vicino comune di Lubrín. Rimangono evacuati gli abitanti di diverse zone: Almocáizar, Fuente del Albarico, Los Pinos, La Serena, Pinar de Bédar e gli utenti del complesso turistico Miraflores.
Per combattere le fiamme, la situazione è stata elevata al livello operativo 2 del Plan Infoca (il piano antincendi della regione) ed è stata incorporata la Unità Militare di Emergenze (UME) con 64 membri, 12 autobotti e due veicoli di supporto. Inoltre, nella zona operano 11 mezzi aerei dalla prima mattina.
Le autorità hanno lanciato un appello alla calma, invitando i residenti a non prendere vie di fuga non coordinate dai servizi di emergenza. Nonostante la durezza della tragedia, lo sforzo congiunto delle squadre di soccorso mantiene viva la speranza per il ritrovamento delle persone ancora disperse.
Alfredo S. Quiroga