24/06/2026 21:57 - Economia
Per comprendere la notizia, è fondamentale sapere che in Argentina esistono diversi tipi di cambio. Il dollaro ufficiale è il tasso fissato dalle autorità per le operazioni legali, come il turismo o le importazioni. Al contrario, il dólar blue (o semplicemente 'blue') è il tasso di cambio parallelo o illegale che si ottiene nelle 'cuevas' (uffici di cambio non autorizzati). La differenza tra i due è chiamata 'brecha' (divario).
Secondo i dati riportati, il 23 giugno 2026, il dollaro ufficiale ha chiuso a $1.490 presso il Banco Nación, il suo valore più alto da gennaio dello stesso anno. Nel frattempo, il dólar blue ha raggiunto $1.505, accumulando un aumento del 5,2% nel mese di giugno. La 'brecha' tra i due rimane relativamente bassa, un segnale di certa stabilità nel mercato valutario.
Il dollaro all'ingrosso (mayorista), utilizzato come riferimento per il commercio estero, è aumentato del 3,8% a giugno. Questo incremento supera la stima di inflazione del 2% per lo stesso periodo, indicando un adeguamento del tasso di cambio superiore alla crescita dei prezzi interni.
La Banca Centrale argentina (BCRA) ha modificato la sua strategia: ha ridotto i suoi acquisti giornalieri di valuta estera da una media di USD 138 milioni tra aprile e maggio a USD 79 milioni a giugno. Questo movimento suggerisce che l'ente sta gestendo attivamente la liquidità per controllare le fluttuazioni.
Le azioni argentine quotate a Wall Street hanno registrato perdite fino al 4,4%. Tra le più colpite, spiccano Edenor (-4,4%), Galicia (-3,9%) e YPF (-3,5%). L'indice azionario locale, il S&P Merval, è sceso dello 0,9% in pesos.
Il rischio paese, un indicatore che misura la fiducia degli investitori sulla capacità di una nazione di ripagare il proprio debito, è salito a 433 punti base. Le riserve internazionali del BCRA si mantengono stabili a USD 47.508 milioni. Il contesto globale è influenzato dall'avversione al rischio dovuta alle aspettative sulla Federal Reserve degli Stati Uniti.
L'economia argentina ha registrato una crescita dello 0,7% nel primo trimestre del 2026. Un dato da tenere d'occhio è la morosità bancaria, che ha raggiunto il 12,1% ad aprile 2026, il livello più alto dal 2004, evidenziando possibili tensioni nel credito al consumo.
Inoltre, il calo del prezzo del petrolio (da USD 110 a meno di USD 80 al barile) potrebbe influenzare le esportazioni energetiche del paese, proiettate a generare USD 11.000 milioni nel 2026. Nonostante le sfide, le prospettive indicano una gestione ordinata del tasso di cambio per il secondo semestre.
Alfredo S. Quiroga