25/06/2026 10:53 - Internacionales
In un contesto di allerta sanitaria globale, la Francia ha confermato il primo caso di Ebola fuori dal continente africano legato all'epidemia attuale che colpisce la Repubblica Democratica del Congo e l'Uganda. L'annuncio è stato fatto mercoledì 24 giugno 2026 dal Ministero della Salute francese, generando un'intensa mobilitazione dei protocolli di prevenzione all'aeroporto di Parigi.
Il paziente è un medico che lavorava nella Repubblica Democratica del Congo con l'organizzazione umanitaria ALIMA (Alleanza per l'Azione Medica Internazionale). Secondo quanto comunicato dalla compagnia aerea Air France, il professionista ha imbarcato su un volo commerciale a Kinshasa con destinazione Parigi, dove è arrivato martedì 23 giugno.
Durante il volo, il medico ha presentato un leggero peggioramento del suo stato di salute. Sebbene sia salito a bordo praticamente asintomatico —solo con mal di testa— è stato isolato immediatamente dopo l'atterraggio. Le autorità sanitarie hanno assicurato che presenta una carica virale molto bassa e si trova in condizioni stabili, sotto stretta supervisione medica.
L'ufficio del Primo Ministro francese ha dichiarato che la situazione viene seguita 'molto da vicino'. Nonostante l'allarme, il Ministero della Salute ha sottolineato che il rischio di trasmissione rimane basso, dato lo stato asintomatico iniziale e l'intervento rapido.
Air France ha collaborato consegnando la lista dei passeggeri alle autorità per avviare il tracciamento dei contatti (contact tracing), una misura standard per controllare possibili catene di trasmissione.
Questo caso segna un precedente per la Francia nella rilevazione interna della malattia. Nel 2014, durante la grande epidemia dell'Africa occidentale, due pazienti furono trasferiti in Francia già diagnosticati all'estero. In questa occasione, la diagnosi è avvenuta in territorio francese.
È una febbre emorragica virale grave e spesso mortale. Si trasmette agli esseri umani attraverso animali selvatici e si diffonde da persona a persona per contatto diretto con fluidi corporei. I lavoratori umanitari solitamente osservano una quarantena di 3 settimane dopo contatti a rischio.
L'Italia, come la Francia, fa parte dell'Unione Europea e mantiene stretti legami commerciali e turistici con i paesi africani. Il sistema sanitario italiano è preparato per gestire eventuali casi importati, con centri di isolamento ad alta biocontenimento presenti in diverse città come Roma, Milano e Napoli.
Fonte: Ministero della Salute francese, Radio Canal, Air France.
Alfredo S. Quiroga