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Macri chiede le dimissioni di Adorni: il PRO voterà l'interpellanza

26/06/2026 21:27 - Politica

L'ex presidente argentino Mauricio Macri è tornato al centro della scena politica questo giovedì 26 giugno a Mar del Plata, la famosa città balneare sulla costa atlantica dell'Argentina, dove ha guidato un nuovo atto del suo tour "Prossimo passo" e ha fatto una dichiarazione definitiva sulla situazione del capo di Gabinetto, Manuel Adorni. In un messaggio chiaro alla gestione di Javier Milei, Macri ha annunciato che il PRO (Proposta Repubblicana, il partito di centro-destra da lui fondato) voterà a favore dell'interpellanza al funzionario sia alla Camera dei Deputati che al Senato.

📚 Contesto per i lettori italiani

L'interpellanza è un meccanismo parlamentare attraverso il quale le camere possono convocare i ministri per fornire spiegazioni. Il PRO (Propuesta Republicana) è il partito politico fondato da Macri nel 2005, di orientamento conservatore-liberale, che ha governato l'Argentina dal 2015 al 2019.

Le dichiarazioni del fondatore del PRO arrivano in un contesto di alta tensione politica. Sebbene il governo abbia liquidato le accuse di arricchimento illecito contro Adorni definendole come una "operazione del peronismo" (il movimento politico storico argentino fondato da Juan Domingo Perón), Macri ha insistito sulla necessità di preservare la fiducia istituzionale.

La spaccatura interna alla coalizione di governo

Nel suo discorso, Macri ha criticato la logica delle nomine per "lealtà ciega" e ha rivendicato la meritocrazia, un principio fondamentale per cui le persone dovrebbero essere nominate in base ai loro meriti e competenze, non per fedeltà politica. "Ho detto che le persone per cariche di tale importanza devono arrivare per i loro precedenti, non per lealtà ciega", ha enfatizzato davanti ai militanti presenti. Ha aggiunto che "mantenere Adorni distrugge la fiducia che permette il cambiamento" e che quel "rumore fa molto male".

"Nessuno è più importante del cambiamento. Abbiamo bisogno di non perdere energie in cose in cui non dovremmo perdere un istante. Speriamo che non sia necessario e non perdiamo altro tempo né energia in questo."

Mauricio Macri, da Mar del Plata

Il leader del PRO ha cercato di chiarire la sua posizione dopo che il suo partito non aveva garantito il quorum (il numero minimo necessario per deliberare) nelle sessioni precedenti, una mossa che aveva generato critiche. "Il PRO non ha cambiato opinione", ha assicurato, ratificando il sostegno alla direzione economica generale ma segnando un confine etico scomodo per il Governo. Secondo quanto riportato da Infobae, Macri ha affermato che il kirchnerismo "non ha autorità morale" per denunciare episodi di corruzione, ma ha sostenuto che il suo spazio deve mantenere la coerenza.

Il contesto dopo le dimissioni di Bullrich

La pressione di Macri si aggiunge alle dimissioni di Esteban Bullrich dal PRO il 25 giugno, che aveva criticato duramente la protezione politica concessa a Adorni. Bullrich è stato per anni una figura centrale del PRO, servendo come ministro dell'Istruzione e senatore. Questo scenario complica l'aritmetica legislativa per l'Esecutivo, dato che il governo non ha la maggioranza propria e ha bisogno del sostegno dei blocchi alleati per approvare le leggi, come è successo recentemente con il "Super RIGI" (un regime di incentivi per grandi investimenti).

Mentre Adrián Ravier assume come nuovo portavoce presidenziale per cercare di ricomporre l'immagine del Governo, la definizione di Macri conferma che il PRO cerca di differenziarsi e capitalizzare l'usura della coalizione di governo in vista delle elezioni del 2027. La relazione tra Macri e Milei si è raffreddata notevolmente, passando da cene condivise a un distanziamento politico pubblico che riflette le tensioni all'interno della coalizione che sostiene il governo attuale.

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