02/07/2026 03:59 - Economia
L'Amministrazione Federale delle Entrate Pubbliche (ARCA, l'ente fiscale argentino) ha comunicato che in giugno 2026 la raccolta tributaria totale ha toccato quota $20.000 miliardi di pesos. Sebbene questo numero rappresenti una crescita nominale del 23,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la realtà è ben diversa: in termini reali, ovvero corretti per l'inflazione, si registra una significativa flessione del 7,1%.
Il motivo principale? L'inflazione del 33,2% ha corroso il potere d'acquisto dello Stato, rendendo la crescita nominale insufficiente per mantenere il valore reale delle entrate.
Tre fattori chiave hanno pesato su questo risultato:
Non tutto è negativo: alcune imposte sono riuscite a superare l'inflazione:
| Imposta | Variazione nominale (12 mesi) |
|---|---|
| Trasferimento di carburanti | +70,4% |
| Patrimonio (Bienes Personales) | +46,2% |
| Crediti e Débito ("Cheque") | +33,2% |
| Altri contributi previdenziali | +40,3% |
| Altri imposti copartecipati | +66,1% |
In un contesto di aggiustamenti, il settore agroesportatore ha liquidato USD 3.007 milioni a giugno. Sebbene ciò significhi un aumento del 12% rispetto a maggio, si tratta di un calo del 18% rispetto all'anno precedente. Nel primo semestre, la liquidazione totale ha raggiunto USD 13.378 milioni, il 13% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tuttavia, il ministro dell'Economia Luis Caputo ha sottolineato che le esportazioni agroindustriali hanno toccato i 53 milioni di tonnellate tra gennaio e maggio, segnando un incremento del 18% in volume e del 17% in valore rispetto al 2025.
Per capire l'impatto, ecco come sono cambiate le aliquote:
Il governo ha trasferito alle province e alla città di Buenos Aires (CABA) un totale di $6.830 miliardi a giugno 2026. Nonostante un aumento nominale del 25,7%, la correzione per l'inflazione rivela una diminuzione reale del 5,6%.
Nei primi sei mesi del 2026, le entrate fiscali hanno totalizzato $109.600 miliardi. Questo comporta un aumento nominale del 25,9% ma una flessione reale del 5%. Da maggio 2026 è entrato in vigore il Regime di Incentivo alla Formalizzazione del Lavoro (RIFL), con aliquote ridotte sui contributi previdenziali per i nuovi assunti.
Alfredo S. Quiroga