02/07/2026 04:38 - Internacionales
Il 1 luglio 2026, la piccola località svizzera di Écône, situata ai piedi delle Alpi, è diventata il palcoscenico di un conflitto religioso di grande rilievo. La Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX), un gruppo cattolico ultraconservatore noto come 'lefebvriani', ha proceduto a consacrare quattro nuovi vescovi senza il consenso di Papa Leone XIV.
I nuovi prelati sono lo svizzero Pascal Schreiber, l'americano Michael Goldade e i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. La cerimonia è stata presieduta dal superiore generale della FSSPX, Davide Pagliarini, di fronte a una folla di circa 15.000 persone.
L'atto è stato qualificato dal Vaticano come un 'atto scismatico', che potrebbe portare alla scomunica dei coinvolti, la sanzione più grave nel diritto canonico. Il Codice di Diritto Canonico stabilisce nell'articolo 377 che solo il Papa può scegliere i vescovi.
Prima della cerimonia, Papa Leone XIV ha inviato una lettera personale al superiore dei lefebvriani, esortandoli a desistere. 'Vi prego e vi chiedo di tutto cuore: tornate sui vostri passi!', ha scritto il Pontefice, avvertendo che 'lacerare la tunica senza cuciture di Cristo è un peccato di estrema gravità'.
Pagliarini ha risposto che il loro obiettivo non è separarsi dalla Chiesa, ma servirla attraverso 'mezzi straordinari'. 'Ci considerano ribelli, ma vogliamo solo servire la Chiesa, come una madre in difficoltà', ha affermato durante la cerimonia.
Dopo le consacrazioni, il Segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha espresso il 'profondo dolore' della Santa Sede e ha manifestato la speranza che il dialogo possa riprendere.
Nome completo: Fraternità Sacerdotale di San Pio X.
Fondazione: 1970 per opera dell'arcivescovo francese Marcel Lefebvre.
Membri: Circa 720 sacerdoti e 500.000 fedeli in tutto il mondo.
Presenza in America Latina: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Messico, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana, Uruguay e Honduras.
Caratteristica principale: Rifiutano le riforme del Concilio Vaticano II e celebrano la messa tradizionale in latino ('tridentina').
L'origine della disputa risale al Concilio Vaticano II (1962-1965), un'assemblea di leader cattolici che approvò profonde riforme. Tra i cambiamenti più significativi vi fu il permesso di celebrare la messa nelle lingue locali invece del latino obbligatorio, e una maggiore apertura verso le altre confessioni religiose.
Questi cambiamenti furono rifiutati da settori conservatori, guidati dall'arcivescovo francese Marcel Lefebvre, che nel 1970 fondò la FSSPX per preservare ciò che considerava la tradizione cattolica 'pura'. Lefebvre fu sospeso nel 1976 da Papa Paolo VI e dichiarato scismatico nel 1988 da Giovanni Paolo II, dopo aver ordinato vescovi senza autorizzazione papale.
Il rapporto con il Vaticano ha avuto alti e bassi: Papa Benedetto XVI ha revocato le scomuniche nel 2009 e ha permesso la messa in latino, ma Francesco ha nuovamente limitato questa pratica nel 2021, riaccendendo le tensioni.
Uno scisma è la rottura dell'unità di un'organizzazione religiosa. Nel caso del cattolicesimo, implica che un gruppo si separa dall'autorità del Papa. La storia più nota è la Riforma Protestante del XVI secolo, guidata da Martin Lutero (curiosamente, dello stesso ordine agostiniano a cui appartiene Papa Leone XIV).
Il Vaticano richiede alla FSSPX di accettare pienamente le riforme del Concilio Vaticano II per una piena riconciliazione, qualcosa che Pagliarini ha escluso, affermando che le autorità della Chiesa agiscono 'contro la santa tradizione'. Questa nuova ordinazione di vescovi allontana la possibilità di un accordo imminente e potrebbe significare che i fedeli del gruppo rimangano ancora più ai margini della struttura ecclesiastica ufficiale.
Alfredo S. Quiroga