04/07/2026 09:25 - Internacionales
I devastanti terremoti che hanno scosso il Venezuela il 24 giugno 2026, con magnitudi di 7,2 e 7,5, hanno lasciato non solo uno scenario di distruzione senza precedenti in questo Paese del Sud America, ma stanno anche generando un riordino nelle relazioni internazionali della regione. Secondo un'analisi pubblicata da Deutsche Welle, la tragedia starebbe riordinando la relazione tra Stati Uniti e Venezuela, in un contesto in cui la cooperazione umanitaria prende protagonismo sulle differenze politiche.
Al 3 luglio 2026, il bilancio ufficiale riportato dal governo di Delcy Rodríguez (Vicepresidente del Venezuela) ha registrato una cifra di 2.595 morti e 12.400 feriti. Tuttavia, la magnitudo della tragedia potrebbe essere ancora maggiore, poiché le Nazioni Unite (ONU) stimano che potrebbero esserci tra 50.000 e 70.000 persone scomparse.
Secondo i rapporti della NASA, circa 58.000 edifici sono stati danneggiati e si calcola che 16.000 persone siano rimaste senza casa. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha destinato 1,5 milioni di dollari e inviato forniture mediche, installando ospedali da campo nelle zone più colpite come La Guaira e Catia La Mar, importanti città costiere vicine alla capitale Caracas.
Nonostante il dolore, la speranza è stata una costante. Sono state salvate 13 persone, tra cui spicca il caso di Hernán Gil (43 anni), tratto in salvo dopo essere rimasto 114 ore intrappolato sotto le macerie a Catia La Mar. La sua storia è diventata un simbolo di resistenza e resilienza per tutta la nazione.
Di fronte alla magnitudo del disastro, 27 Paesi hanno risposto all'appello inviando aiuti di emergenza, traducendosi nel dispiegamento di oltre 3.300 soccorritori in territorio venezuelano. Questo flusso senza precedenti di assistenza internazionale è stato segnalato dagli analisti come un catalizzatore per attenuare le storiche tensioni diplomatiche.
Il governo venezuelano, tramite Delcy Rodríguez, ha segnalato il dispiegamento di 19.000 funzionari per le attività di salvataggio e assistenza, sebbene la sua gestione affronti un 63% di disapprovazione secondo i sondaggi locali. Da parte sua, il Colegio de Ingenieros, tramite il suo rappresentante Richard Casanova, ha denunciato possibili casi di corruzione e cattiva qualità in costruzioni precedenti che sono crollate.
Fonte: Contesto verificato al 04/07/2026, Deutsche Welle.
Alfredo S. Quiroga