08/07/2026 09:21 - Judiciales
La località bonaerense di Cañuelas, situata a circa 60 chilometri dalla città di Buenos Aires, è stata avvolta da una profonda costernazione per la morte di Franco Daniel Depauli, un vicino di 46 anni molto amato nel quartiere Levene. L'uomo è stato vittima di un atto di violenza mentre celebrava insieme alla sua famiglia l'agonica vittoria della Nazionale Argentina contro l'Egitto per gli ottavi di finale del Mondiale 2026.
L'incidente si è verificato nel pomeriggio di martedì 7 luglio 2026, all'incrocio tra Libertad e 25 de Mayo, di fronte a Plaza San Martín. Secondo quanto riferito dai suoi familiari, Depauli stava festeggiando in un bar della zona. Notando dei disordini in strada, si è diretto alla sua auto, parcheggiata di fronte al locale, per cercare un oggetto nel bagagliaio. In quel momento, è stato colpito da una pietra lanciata da uno dei partecipanti a una rissa.
Dopo l'impatto, la vittima è crollata a terra ed è stata immediatamente assistita dai suoi familiari. Poiché la folla impediva il rapido accesso di un'ambulanza, la sua stessa famiglia lo ha trasportato d'urgenza all'Ospedale Marzetti. Il direttore dell'ospedale, Hernán Carpio, ha confermato che Depauli è entrato senza segni vitali e che il team medico ha cercato di rianimarlo per 50 minuti senza successo.
Le telecamere dei testimoni sono state fondamentali per chiarire il caso. Un video circolato sui social mostra Franco poco prima dell'attacco, molto emozionato, che gridava: "¡Vamos carajo, vamos! Nunca perdimos la fe" in mezzo al suono dei clacson delle auto.
Grazie a queste registrazioni, la Polizia ha arrestato in strada I. N. L., un giovane di 20 anni con precedenti per furto, indicato come il presunto autore del lancio. È stato messo a disposizione della procura locale con l'accusa di omicidio semplice.
Il Comune di Cañuelas ha condannato l'accaduto e ha decretato 48 ore di lutto comunitario. La Segreteria di Sicurezza ha chiesto a coloro che hanno filmato il momento dell'attacco di inviare il materiale in forma anonima al WhatsApp 2226 51-3154 o all'email Comvisualizacionescanuelas@gmail.com per far progredire le indagini e trovare giustizia per Franco. C'è ancora speranza che la comunità si unisca per evitare che atti di questo tipo si ripetano in futuro.
Alfredo S. Quiroga