12/07/2026 21:12 - Judiciales
Mentre l'intero Paese celebrava la qualificazione della Selección Argentina alle semifinali del Mondiale 2026 dopo aver battuto la Svizzera per 3-1, una notizia sconvolgente colpiva la località cordobese di San Francisco, situata nella provincia di Córdoba, nel cuore dell'Argentina.
Nelle prime ore del 12 luglio 2026, intorno alle 02:10, all'incrocio tra Av. Libertador Norte e Bulevar 25 de Mayo, centinaia di persone si erano riunite per festeggiare la storica vittoria. Tuttavia, in mezzo alla folla, è stato commesso un crimine che ha costernato l'intera comunità.
Secondo le prime indagini, l'attaccante si è avvicinato a Matías Gerardo Ochonga, di 20 anni e residente nel quartiere San Cayetano, e gli ha sparato tre volte alla schiena a bruciapelo. L'aggressore ha poi approfittato della confusione generata dalla grande quantità di tifosi in festa per darsi alla fuga.
Il personale di polizia e i servizi di emergenza sono accorsi rapidamente sul posto, ma hanno potuto solo constatare il decesso del giovane. Il caso è passato nelle mani della Giustizia, che sta lavorando intensamente per ricostruire la sequenza dell'attacco.
Una delle principali linee di indagine punta a un possibile regolamento di conti di origine narcotraffico. Fonti legate al caso hanno indicato che Ochonga aveva recuperato la libertà condizionale il 3 luglio 2026 e che aveva due ordini di cattura in vigore.
Gli investigatori hanno identificato due presunti autori del fatto, che sarebbero originari della città di Frontera, nella provincia di Santa Fe, e nei cui confronti sono già stati emessi ordini di cattura. Si spera che la Giustizia riesca presto a fare luce su questo doloroso episodio e offra risposte alla famiglia.
La commozione per l'omicidio ha spinto familiari e amici a salutare Matías attraverso emotivi messaggi sui social network. Uno dei post più toccanti ha espresso: “Mi Lokito, ci hai lasciato soli. Spero che lassù tu sia con la persona che amavi di più e che siate insieme. Mandaci forza... Questo non è un addio, fratello, è un arrivederci. Spero che si faccia giustizia per te, fratellino. Sempre presente nel nostro cuore e nella nostra mente, Matías, per sempre”.
Il dolore dei suoi cari riflette la necessità che fatti come questo non restino impuniti, confidando nel lavoro delle autorità per trovare i responsabili.
L'atmosfera di celebrazione ha avuto anche altri episodi tristi in diverse parti del Paese. Nella città di Buenos Aires, un uomo di 51 anni è morto a causa di un infarto all'incrocio tra Paysandú e Gaona durante la partita, mentre il SAME (Servizio di Assistenza Medica di Emergenza) ha segnalato 6 emergenze cardiache aggiuntive e 13 feriti in diversi punti della Capitale.
Nella città di Córdoba capitale, circa 20.000 tifosi si sono riuniti al Patio Olmos per festeggiare la qualificazione, dove sono stati registrati 6 fermi per contravvenzioni. Nonostante queste situazioni isolate, lo spirito dell'Argentina rimane unito in vista della cruciale partita di semifinale contro l'Inghilterra, sperando che il calcio continui a essere una fonte di unione e gioia.
Alfredo S. Quiroga