13/07/2026 16:22 - Politica
Il governo nazionale guidato da Javier Milei ha messo in moto la sua strategia legislativa ed elettorale verso il 2027. Questo 13 luglio 2026 alle 15:00, la Casa Rosada (sede del governo argentino) sarà il palcoscenico di una convocazione chiave ai legislatori de La Libertad Avanza (LLA) per delineare le riforme strutturali del secondo semestre.
Al centro della scena c'è la riforma della Carta Organica della Banca Centrale argentina (BCRA), un progetto guidato dal ministro dell'Economia, Luis Caputo; il presidente della BCRA, Santiago Bausili; e il deputato Federico Sturzenegger. L'iniziativa cerca di semplificare i cinque obiettivi attuali dell'ente monetario per lasciarne solo uno: preservare il valore della moneta. Inoltre, si vieta l'emissione di moneta per finanziare il deficit e si valuta l'inclusione di un meccanismo di shutdown statale, adattato alla realtà argentina per bloccare la spesa pubblica in caso di emergenza fiscale.
L'ufficialismo ha tra i suoi obiettivi l'eliminazione delle PASO (le primarie aperte, simultanee e obbligatorie in Argentina), sebbene al momento non conti i 37 senatori necessari per approvare la legge (ne possiede 21). In questo quadro, Diego Santilli avanza nelle trattative con governatori dell'UCR e del PRO per sommare appoggi. I sondaggi interni riflettono un panorama competitivo, con Milei a 32 punti contro i 27 di Axel Kicillof (governatore della provincia di Buenos Aires).
L'economia accompagna l'ottimismo del governo: il rischio paese si colloca a 402 punti, l'inflazione della città di Buenos Aires di giugno è stata dell'1,8% e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una crescita del 3,5% per l'Argentina. Inoltre, il piano finanziario prevede di coprire USD 24.900 milioni per il 2027.
Il governo ha già presentato un'anticipazione del Bilancio 2027, firmato da Caputo e Santilli, che riafferma l'equilibrio fiscale, la riduzione delle tasse e la continuità del piano anti-inflazionistico. Il progetto deve essere inviato al Congresso argentino prima del 15 settembre 2026.
Parallelamente, l'amministrazione cerca di consolidare una diplomazia dell'atomo e dell'energia basata sull'esportazione di reattori nucleari di tecnologia argentina, con l'obiettivo di raggiungere l'agognato grado di investimento per il paese e lasciare alle spalle i titoli spazzatura, diversificando così la matrice produttiva nazionale.
Alfredo S. Quiroga