13/07/2026 18:26 - Judiciales
Secondo fonti giudiziarie riportate da Infobae, l'ex presidente di ARSAT, Facundo Leal, è stato interrogato il 13 luglio 2026 presso i tribunali federali di San Isidro (una città a nord di Buenos Aires). ARSAT (Empresa Argentina de Soluciones Satelitales S.A.) è l'azienda statale argentina che gestisce le telecomunicazioni e i satelliti. Leal, che ha presieduto l'azienda durante i governi di Alberto Fernández e Javier Milei fino al 2025, ha deciso di non rispondere alle domande e di presentare un documento scritto per esprimere la sua posizione.
L'udienza, ordinata dal giudice federale Lino Mirabelli su richiesta del procuratore Fernando Domínguez, è iniziata dopo le 10:30. Leal, attualmente dipendente fisso dell'azienda, ha sottolineato nella sua difesa di non aver partecipato all'appalto in questione perché all'epoca non ricopriva alcun ruolo dirigenziale. Attualmente si trova in detenzione in un caso parallelo per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, in seguito a un raid nel suo appartamento a Palermo, un elegante quartiere di Buenos Aires.
Il caso è iniziato in seguito a un furto rilevato il 4 gennaio 2024 in un'area di San Fernando (nord di Buenos Aires), dove venivano conservati materiali tecnologici di ARSAT. Questo ha portato alla luce irregolarità nelle contrattazioni con l'azienda privata Argentina Logistic Services (ALS).
La procura ha rilevato che gli accordi sono stati approvati senza l'intervento del Consiglio di Amministrazione di ARSAT e senza relazioni tecniche. Inoltre, l'azienda appaltatrice non disponeva delle misure di sicurezza minime, il che ha facilitato il furto e il danneggiamento di attrezzature valutate 151.000 dollari. Per queste prestazioni di dubbia legalità, sono stati emessi 14 ordini di acquisto che hanno superato i 1,9 milioni di dollari e i 40 milioni di pesos argentini.
Insieme a Leal, è stato interrogato anche Gerardo Boschin, ex subdirettore acquisti di ARSAT ed ex presidente di Trenes Argentinos Operaciones (l'operatore ferroviario statale), che ha ugualmente rifiutato di testimoniare. Durante questa settimana, la Giustizia prevede di convocare altri ex membri della dirigenza: Pablo Gastón Pagani, Juan Navarro e Juan Álvarez.
Il giudice Mirabelli ha emesso misure cautelari per tutti i coinvolti, tra cui il divieto di lasciare il paese, il sequestro preventivo dei beni e la rimozione del segreto bancario, fiscale e azionario per ricostruire la tracciabilità patrimoniale. Tutto punta a un processo trasparente che mira a chiarire i fatti.
| Elemento | Quantità / Dettaglio |
|---|---|
| Dollari a Palermo | USD 650.000 |
| Dollari a Mendoza | USD 1.700.000 |
| Totale in contanti | USD 2.400.000 |
| Droga | Chetamina, cocaina e MDMA |
| Dispositivi di spionaggio | 19 (microfoni in occhiali e penne) |
La Giustizia cerca di determinare se il denaro provenga dal pagamento di tangenti, mentre una perizia ha concluso che le attrezzature di spionaggio non sono state utilizzate per attività illecite. Mendoza è una provincia argentina situata all'estremo ovest del Paese, nota per la produzione di vino.
I progressi di questo caso dimostrano l'impegno del sistema giudiziario nell'indagare possibili atti di corruzione e nel garantire la trasparenza nelle aziende statali. Con misure chiare e un monitoraggio dettagliato delle prove, si sta procedendo verso un futuro in cui le risorse pubbliche saranno sempre più protette.
Alfredo S. Quiroga