20/07/2026 19:09 - Internacionales
Il 20 luglio 2026, i ribelli houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, hanno annunciato l'imposizione di un blocco navale all'Arabia Saudita. Questa misura è una risposta ai recenti attacchi che hanno colpito l'Aeroporto Internazionale di Sanaa, aprendo un nuovo fronte nella già complessa dinamica regionale.
Per chi non conoscesse la regione, gli Houthi sono un gruppo ribele yemenita di fede zaydita (un ramo dell'Islam sciita), fortemente sostenuto dall'Iran. Il loro portavoce militare, Yahya Saree, ha dichiarato che il blocco sarà applicato con l'equazione 'occhio per occhio'. Tuttavia, la comunità internazionale e i mediatori attivi mantengono viva la speranza di un rapido accordo pacifico, cercando di evitare che questa situazione colpisca in modo irreversibile il commercio mondiale.
Lo stretto di Bab el-Mandeb, porta di accesso al Mar Rosso, è una via di transito vitale per il commercio globale, inclusa gran parte delle merci dirette verso l'Europa. Di fronte alla minaccia di chiusura, il prezzo del petrolio ha registrato un rialzo iniziale: il barile di Brent ha chiuso a 89,22 USD (con un aumento del 1,3%), mentre il WTI ha toccato gli 83,23 USD (in salita dello 0,9%).
Nonostante l'incertezza, gli analisti segnalano che i mercati hanno moderato la reazione grazie alle aspettative che Washington e Teheran possano riprendere le trattative, dimostrando una fiducia iniziale nelle vie diplomatiche.
In mezzo all'escalation, la diplomazia continua ad aprire strade. Gli Stati Uniti hanno condotto la loro nona notte di attacchi contro l'Iran, mentre si piangono tre militari americani caduti: Tyler James Feehan, 25 anni, e Isabella Gonzales, 19 anni, morti in Giordania, portando il totale delle perdite a 17.
Parallelamente, la Francia ha denunciato la detenzione di 2 dipendenti della sua ambasciata a Teheran. Ma la luce arriva dai mediatori: il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che il suo paese 'rimane sempre aperto a una soluzione diplomatica'. La cancelleria iraniana ha confermato di aver ricevuto proposte da Pakistan, Qatar e Oman per un cessate il fuoco di 10 giorni, un'iniziativa che potrebbe riportare in vita accordi precedenti e portare il respiro tanto atteso dalla regione.
Alfredo S. Quiroga