Il cambio del dollaro: minuto per minuto
In Argentina, il dollaro ufficiale resta stabile a 1.515 pesos per la vendita e 1.465 pesos per l'acquisto presso la Banca Nazione (Banco Nación), la principale banca pubblica del paese. Il dollaro blue – la quotazione nel mercato informale – sale e viene venduto a 1.545 pesos, con l'acquisto a 1.503,5. Il dollaro MEP (titoli pubblici che si comprano in pesos e vendono in dollari) opera a 1.524,03 pesos, mentre il CCL (contado con liquidazione, utilizzato per trasferire capitali all'estero) a 1.584,14 pesos.
Il dollaro turistico, che include il 30% di percezione anticipata a conto Ganancias, viene venduto a 1.976 pesos. L'euro alla Banca Nazione è offerto a 1.720 pesos per l'acquisto e 1.780 pesos per la vendita. Anche le stablecoin (criptovalute ancorate al dollaro) fungono da riferimento: il DAI viene scambiato a 1.561,15 pesos, USDC a 1.561,26 pesos e USDT a 1.561,66 pesos.
La differenza tra il dollaro ufficiale e il blue si attesta intorno ai 30 pesos. Il dollaro all'ingrosso chiude a 1.497 pesos, vicino al tetto informale di 1.500 pesos che il Governo cerca di controllare.
Il rischio paese supera i 500 punti
Il rischio paese, misurato dall'indice JP Morgan, raggiunge questo giovedì 517 punti base – il livello massimo da fine maggio –, accumulando diverse sessioni consecutive di aumento. Questo indicatore misura la fiducia degli investitori nell'economia argentina: più alto è il valore, maggiore è il rischio percepito. Il dato accompagna un contesto di debolezza economica e di calo della popolarità del Governo, secondo gli analisti.
L'aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti (il titolo di Stato a 30 anni ha superato il 5,3% martedì) e la tensione nello Stretto di Ormuz, con il prezzo del petrolio Brent oltre i 91 dollari al barile, pesano anche sui mercati emergenti.
Inflazione: una buona notizia
L'Indec (Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti) ha comunicato che l'inflazione all'ingrosso di luglio è stata del 0,8%, il dato più basso in 14 mesi e il terzo mese consecutivo di rallentamento (giugno: 1,1%; maggio: 2,5%; aprile: 5,2%). L'aumento dei prodotti nazionali è stato dello 0,8%, mentre quello dei prodotti importati dello 0,5%. Su base annua, l'inflazione all'ingrosso registra una variazione del 31,3%, inferiore al 33,8% dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) al dettaglio.
Questo dato rafforza le aspettative che l'inflazione al dettaglio di agosto possa scendere sotto il 2%, come ha stimato il titolare della Banca Centrale argentina, Santiago Bausili, durante un evento del FIEL.
Contesto economico e prospettive future
Sul fronte finanziario, la Banca Centrale continua ad acquistare dollari e ha accumulato più di 13.000 milioni di dollari dall'inizio del 2026. Tuttavia, il credito al settore privato è sceso dell'1% reale a luglio, e i prestiti tra privati a un giorno sono operati intorno al 29% di TNA (tasso nominale annuo), che riflette la tensione sulla liquidità.
L'indice Merval è calato dello 0,4% questo giovedì, mentre le azioni argentine a Wall Street hanno mostrato progressi selettivi: Mercado Libre è salita del 7,2% e Cresud del 5,2%. I titoli del debito sovrano argentino in dollari hanno subito ribassi.
Il quadro invita i risparmiatori ad analizzare le opzioni: i portafogli virtuali come Ualá Plus 2 offrono fino al 24% di TNA e i depositi a termine fissati in banca fino al 23%. La chiave è confrontare il Tasso Effettivo Annuo (CFT) con l'inflazione attesa.