Un uomo di 60 anni è stato ferito da un colpo d'arma da fuoco durante un tentativo di rapina davanti alla residenza dell'ex presidente argentino Eduardo Duhalde a Lomas de Zamora. La scorta è intervenuta e c'è stato uno scontro a fuoco. Duhalde e sua moglie hanno escluso un attacco contro di lui, definendo l'episodio come un fatto di insicurezza.

Una domenica di tensione a Lomas de Zamora

Domenica 23 agosto 2026, un episodio di insicurezza ha scosso la tranquillità del quartiere dove risiede l'ex presidente Eduardo Duhalde. Un uomo di 60 anni è stato inseguito e colpito da due malviventi che hanno tentato di rubargli la moto, proprio davanti all'abitazione dell'ex mandatario, in via Ramón Falcón.

Secondo quanto riportato da TN e El Día, i rapinatori, a bordo di una moto, hanno intercettato la vittima e le hanno sparato. Il proiettile ha colpito la zona della scapola, facendo cadere l'uomo ferito davanti alla casa di Duhalde.

L'intervento della scorta

Sentendo gli spari, uno degli agenti della Polizia di Buenos Aires che custodisce la residenza si è qualificato come poliziotto ed è uscito in difesa della vittima. Ne è seguito un scambio di colpi con i malviventi, che alla fine hanno abbandonato la moto e sono fuggiti a piedi. Durante lo scontro, il custode ha subito una sfiorata di proiettile, ma non è rimasto ferito gravemente. Si sospetta che uno degli aggressori possa essere stato colpito prima di fuggire.

La vittima è stata trasportata all'Ospedale Gandulfo di Lomas de Zamora, dove ha ricevuto cure mediche. Successivamente è stato confermato che era fuori pericolo e ha ricevuto le dimissioni.

Duhalde e la moglie smentiscono un attentato

Nelle prime ore circolavano voci che collegavano la sparatoria a un possibile attacco contro l'ex presidente. Tuttavia, sia Eduardo Duhalde che sua moglie, Hilda “Chiche” Duhalde, sono usciti a chiarire la situazione.

“Non c'è stato alcun attentato”, ha affermato Duhalde, che ha anche raccontato di essersi recato in ospedale per visitare il ferito: “Quando l'ho saputo, sono andato all'ospedale Gandulfo a vederlo, sono stato con i figli. Gli hanno già dato le dimissioni”. L'ex presidente ha rivelato che al momento del fatto stava facendo un pisolino e non ha sentito gli spari.

Da parte sua, Chiche Duhalde è stata categorica: “Non è stato un attentato contro Duhalde, è stato un furto”. E ha aggiunto: “Quest'uomo, che veniva con la sua moto, è stato inseguito da due ladri, come succede in tutta la provincia di Buenos Aires. Ma non facciamo un dramma”. Ha anche criticato i media per la copertura: “Dite la verità, informate con la verità. La gente è stufa di ricevere bugie attraverso i media”.

La riflessione di Duhalde sull'insicurezza

L'ex presidente ha anche parlato del contesto sociale che, secondo lui, spinge a questo tipo di episodi: “Quando non basta per mangiare tutto il mese, succedono queste cose. Non è solo in Argentina. È delinquenza per necessità. Mi dispiace”.

Le indagini continuano per identificare e arrestare i due malviventi fuggiti dopo la sparatoria. Le autorità locali stanno esaminando le telecamere di sicurezza e hanno organizzato un'operazione di blocco nella zona.