L'effetto domino che sta cambiando il mondo digitale
Quando l'Australia ha implementato nel dicembre 2025 il divieto più rigoroso al mondo contro l'uso dei social media da parte dei minori di 16 anni, il pianeta ha osservato con un misto di scetticismo e ammirazione. Sei mesi dopo, quell'esperimento si è trasformato in un movimento globale senza precedenti.
Secondo i dati di Tech Policy Press, un'organizzazione non profit che monitora le politiche tecnologiche, più di 40 paesi hanno avviato sforzi legislativi per vietare o limitare l'accesso dei minori alle piattaforme social. La domanda che tutti si pongono: è questo il "momento Big Tobacco" della tecnologia?
Nota: il termine "Big Tobacco" si riferisce al momento storico in cui l'industria del tabacco è stata regolamentata severamente dopo decenni di danni alla salute pubblica. Molti esperti paragonano ora le grandi aziende tecnologiche a quell'industria.
Paesi con divieti attivi
- Australia: Minori di 16 anni (dicembre 2025)
- Indonesia: Minori di 16 anni (marzo 2026)
- Malesia: Divieto implementato a giugno 2026
- Regno Unito: Implementazione prevista per l'inizio del 2027
- Francia: Limite di età a 15 anni
- Austria: Restrizione per minori di 14 anni
- Norvegia: Espansione da 13 a 16 anni
- Cina: Restrizioni dal 2021 (limiti al gaming)
Misure complementari implementate
- Brasile: Divieto di cellulari nelle scuole per tutte le età
- Polonia, Danimarca, Inghilterra: Divieto di smartphone nelle scuole
- Spagna: Responsabilità penale diretta per dirigenti di social media per discorsi d'odio
- Canada: Esoneri per aziende che dimostrino politiche di protezione
- Cina (Douyin/TikTok): 40 minuti giornalieri per minori di 14 anni, solo tra le 6:00 e le 22:00
Le cause che stanno cambiando la storia
Il movimento normativo non nasce dal nulla. Negli ultimi mesi, distretti scolastici, funzionari governativi e migliaia di famiglie hanno presentato cause contro le piattaforme di social media accusandole di danneggiare la salute mentale dei giovani.
Un caso storico in California ha ritenuto Meta e YouTube legalmente responsabili per aver progettato prodotti deliberatamente progettati per creare dipendenza nei giovani utenti. L'avvocato Mark Lanier è stato categorico durante le arringhe finali: "Come fai a far sì che un bambino non metta mai giù il telefono? Si chiama ingegneria della dipendenza. L'hanno progettato, hanno messo queste caratteristiche nei telefoni".
Le accuse includono:
- Progettazione deliberata di prodotti progettati per creare dipendenza
- Mancanza di protezione dei minori da predatori sessuali
- Esposizione a contenuti pericolosi senza controlli adeguati
- Algoritmi che massimizzano il tempo di permanenza
Il risultato in Australia: funziona il divieto?
Il governo australiano ha riferito che quasi 5 milioni di account identificati come appartenenti a minori sono stati chiusi. Tuttavia, un sondaggio dell'ufficio di sicurezza online del paese ha rivelato che circa due terzi dei giovani che avevano account prima del divieto sono riusciti a mantenere l'accesso.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha difeso la misura di fronte alle critiche: "Gli adolescenti riescono a eludere anche altre leggi, ma non diciamo: 'Oh, guarda, un adolescente è riuscito a procurarsi alcol in qualche modo, quindi non disturbiamoci a vietare la vendita di alcol ai minori'. Sarebbe assolutamente ridicolo".