Una nuova alba per la Colombia
Il 7 agosto 2026, la Colombia ha vissuto un momento storico con l'assunzione della presidenza da parte di Abelardo de la Espriella. In una vibrante cerimonia nella città di Cali (la terza città più grande del Paese, famosa come capitale mondiale della salsa), il nuovo presidente ha segnato l'inizio di una fase di 'ripresa dell'ordine' carica di speranza per la nazione sudamericana.
Chi è 'El Tigre'?
Abelardo de la Espriella, di 48 anni, è un avvocato e imprenditore che arriva alla presidenza dopo una campagna finanziata con il proprio patrimonio. Con doppia nazionalità colombiana e statunitense, ha sconfitto al ballottaggio il candidato ufficiale Iván Cepeda, ponendo fine al governo di sinistra di Gustavo Petro (ex guerrigliero e primo presidente di sinistra nella storia del Paese). Il suo soprannome, 'El Tigre', riflette la sua promessa di fermezza e leadership in tempi di cambiamento.
Misure di sicurezza e politica estera
Nel suo primo discorso, de la Espriella ha chiarito che non ci sarà dialogo con i gruppi armati illegali, che secondo rapporti ufficiali del 2025 ammontano a circa 25.000 membri tra dissidenti delle FARC (ex guerriglia comunista), il Clan del Golfo (potente gruppo paramilitare e narcotrafficante) e l'ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Ha promesso bombardamenti contro i campamenti e la costruzione di mega-carceri ispirate al modello del presidente di El Salvador, Nayib Bukele, con l'obiettivo di portare la pace nei territori colpiti dalla violenza.
Alleanze internazionali
- Stati Uniti: Il Paese si unirà allo 'Scudo delle Americhe' promosso da Donald Trump.
- Israele: Riprenderà le relazioni diplomatiche interrotte dal governo precedente.
- Cuba e Nicaragua: Rumperà le relazioni considerandole 'dittature'.
Un evento internazionale a Cali
La decisione di insediarsi a Cali, invece che nella tradizionale Bogotà, è stata scelta come simbolo di cambiamento. La cerimonia ha visto un imponente dispositivo di sicurezza con 11.000 agenti e sistemi antidrone. Tra i dignitari presenti spiccano il presidente argentino Javier Milei, il re Felipe VI di Spagna, il presidente della FIFA Gianni Infantino, insieme a leader regionali come Daniel Noboa (Ecuador) e José Antonio Kast (Cile).
Sfide economiche e politiche
Il nuovo presidente prevede una trasformazione profonda: ridurre le dimensioni dello Stato del 40%, abbassare le tasse e rilanciare il settore minerario-energetico tramite la ripresa dei contratti di esplorazione di idrocarburi. Tuttavia, dovrà conciliare queste proposte in un Congresso frammentato in cui la sinistra è la prima forza. Inoltre, dovrà gestire l'opposizione di Gustavo Petro, che ha denunciato un presunto frode elettorale senza presentare prove alle autorità competenti.