L'11 agosto 2026, il deputato nazionale Cristian Ritondo ha annunciato insieme a Sebastián Pareja un'alleanza tra La Libertad Avanza e il PRO per spingere due riforme chiave nella Provincia di Buenos Aires: difendere il limite dei due mandati per i sindaci e avanzare verso una Legislatura unicamerale.

Un'intesa bipartisan per la Provincia più grande dell'Argentina

L'11 agosto 2026, attraverso i suoi canali social, il deputato nazionale Cristian Ritondo ha reso noto un importante incontro con Sebastián Pareja, figura di spicco de La Libertad Avanza (LLA). L'obiettivo dell'incontro sarebbe quello di consolidare un lavoro di squadra tra LLA e il PRO per trasformare la Provincia di Buenos Aires, la più popolosa e influente dell'Argentina, con circa 17 milioni di abitanti.

Secondo quanto dichiarato da Ritondo, le due forze politiche starebbero spingendo su due riforme fondamentali per ottimizzare il funzionamento dello Stato e ridurre i privilegi della classe politica, con un approccio positivo e orientato all'efficienza nell'uso delle risorse pubbliche.

Prima riforma: difesa del limite dei mandati

La prima iniziativa annunciata è la difesa rigorosa del limite di due mandati per i sindaci (intendentes) del territorio bonaerense. Questa misura, secondo il deputato, mira a impedire che i funzionari si perpetuino nel potere, garantendo una naturale alternanza politica.

Ritondo ha affermato che settori dell'ufficialismo e del kirchnerismo tenterebbero di modificare questa regola per restare in carica. Da qui la ferma opposizione di PRO e LLA per difendere la rotazione democratica, un principio cardine della democrazia moderna.

Seconda riforma: Legislatura unicamerale

La seconda grande proposta è il passaggio a una Legislatura unicamerale nella Provincia. Attualmente, il sistema bonaerense è bicamerale, composto da una Camera dei Deputati e da un Senato provinciali.

Il concetto di unicameralismo prevede di concentrare il lavoro legislativo in un'unica camera. Ritondo ha spiegato che oggi entrambe le camere vengono elette in modo simile e svolgono funzioni equivalenti, generando una 'doppia spesa' senza un beneficio diretto per i cittadini. Eliminando questa duplicazione, si libererebbero risorse da destinare a settori prioritari come sicurezza, istruzione e salute.