Il presidente Javier Milei parteciperà venerdì 21 agosto alla cerimonia centrale per i 142 anni della Borsa di Commercio di Rosario, nella sua terza visita consecutiva all'istituzione. Dalla sede anticipano un discorso "meno tecnico" e più vicino al pubblico. Sarà la quinta volta che il capo di Stato visita la città dall'inizio del suo mandato.

Milei torna alla Borsa di Commercio di Rosario

Il presidente argentino Javier Milei arriverà a Rosario venerdì 21 agosto per partecipare alla cerimonia centrale per il 142º anniversario della Borsa di Commercio di Rosario (BCR). Lo hanno confermato sia il presidente dell'istituzione, Pablo Bortolato, sia diverse fonti vicine all'ambiente presidenziale. Questa sarà la terza partecipazione consecutiva del leader politico a questo evento, dopo le edizioni del 2024 e 2025.

La sua arrivo è prevista tra le 19 e le 20 ore, anche se hanno chiarito che l'agenda può sempre cambiare all'ultimo minuto. Bortolato si è detto "contento che venga" e ha anticipato che, diversamente dalle volte precedenti, il discorso sarà "meno tecnico" e più "adattato a quello che la gente vuole sentire", secondo le dichiarazioni rilasciate al media El Tres.

Un rapporto speciale: le visite precedenti

Non è la prima volta che il leader di estrema destra calca il palcoscenico della Borsa rosarina. In agosto 2024, la sua presenza è stata segnata da una massiccia operazione di sicurezza, dovuta a una falsa minaccia di bomba che ha tenuto a distanza centinaia di manifestanti. In quell'occasione, Milei ha tenuto una conferenza dal tono tecnico, con grafici economici, mentre i pensionati e i sindacati protestavano contro le misure di aggiustamento.

L'edizione del 2025 è stata la più tecnica: il presidente ha usato grafici e disegni per sostenere che l'inflazione era sotto controllo, ma ha evitato di affrontare lo scandalo della compra di medicinali che coinvolgeva il suo entourage. Invece, ha attaccato l'opposizione sventolando lo spettro della "fine del mondo" se fosse tornato il populismo. Il governatore di Santa Fe, Maximiliano Pullaro, che ha partecipato anche lui, ha colto l'occasione per prendere le distanze dalla corruzione e ricordare gli investimenti della provincia nella sanità.

Quest'anno, con le elezioni del 2027 già fervide, si prevede che il presidente abbia un profilo più politico e meno economico. Dopo la recente riunione del governo e della politica del martedì 18, la visita a Rosario si inserisce in una settimana decisiva per il governo nazionale.

Il programma dell'anniversario

I festeggiamenti per il 142º compleanno della BCR sono iniziati martedì 18 agosto con attività aperte al pubblico:

  • 8:15 – Alzabandiera della Bandiera Argentina nel Mástil Mayor del Monumento Nazionale alla Bandiera.
  • 8:45 – Visita guidata al Monumento.
  • 10:00 – Fissazione dei prezzi di listino nel Centro del Propileo.
  • 16:00 a 19:00 – Porte aperte nella sede storica di Córdoba e Corrientes.

L'edificio storico, inaugurato nel 1929, ospita un museo dedicato alla storia del commercio e della produzione locale. La visita è gratuita e non richiede prenotazione.

Contesto: una settimana molto dinamica

La visita di Milei arriva in un momento delicato: il rischio Paese ha superato i 500 punti, l'inflazione al consumo di luglio è stata del 2,1% e quella all'ingrosso è rallentata allo 0,8% (minimo degli ultimi 14 mesi). Il presidente ha inoltre un impegno importante prima: giovedì 20 parteciperà al Council of the Americas, dove illustrerà le prospettive economiche e politiche dell'Argentina. Poi, venerdì 21, si trasferirà a Rosario per chiudere la settimana con un discorso che, secondo le anticipazioni, puntarà a connettersi con la gente comune.

Sarà anche la quinta volta che Milei visita la città nel suo mandato: le precedenti sono state la celebrazione del Giorno della Bandiera nel 2024 e nel 2026 (giugno), più i due anniversari della Borsa. L'ultima presenza è stata il 20 giugno scorso, nel Giorno della Bandiera.

Dal settore agroesportatore la aspettativa è alta: nel 2025 il discorso è stato principalmente economico, ma non ha ridotto le tasse di esportazione né fatto annunci concreti. Quest'anno, il settore spera in segnali sull'eliminazione dei dazi, misure per le infrastrutture e in un possibile distacco dal suo solito profilo di leader tecnico.