Un'avventura interplanetaria per decifrare il passato
Il Giappone è pronto a lanciare una delle missioni spaziali più ambiziose dell'ultimo decennio: la Martian Moons eXploration (MMX). L'obiettivo è studiare Fobos, la luna più grande di Marte, e portare sulla Terra campioni della sua superficie per rispondere a domande fondamentali sull'origine dell'acqua e dei composti che hanno reso possibile la vita sul nostro pianeta.
Il progetto, guidato dall'agenzia spaziale giapponese JAXA (l'equivalente della NASA americana o dell'ESA europea), decollerà dal Centro Spaziale Tanegashima nei prossimi mesi. La sonda spaziale non pilotata viaggerà per diversi anni fino a raggiungere Marte, dove orbitare attorno al pianeta rosso per circa tre anni. Durante questo periodo, cercherà di posarsi delicatamente su Fobos per raccogliere polvere e rocce, e osserverà anche Deimos, l'altra luna marziana, sebbene senza atterrarvi.
Cosa si spera di scoprire?
Gli scienziati dibattono da decenni su come si siano formati Fobos e Deimos. Esistono due ipotesi principali: la prima suggerisce che queste lune siano nate in seguito a un impatto violento contro Marte che ha lanciato frammenti nello spazio, i quali poi si sono raggruppati. La seconda ipotesi propone che potrebbero essere asteroidi catturati dalla gravità marziana in qualche momento della storia del sistema solare.
“Se le lune di Marte provengono da altre parti dello spazio, potrebbero contenere indizi chiave su come è apparsa la vita su pianeti come il nostro”, ha spiegato Patrick Michel, scienziato francese del progetto.
L'analisi del materiale di Fobos permetterà agli scienziati di comprendere meglio i processi che hanno dato origine ai pianeti rocciosi e come siano arrivati l'acqua e gli elementi essenziali per la vita sulla Terra.
Tecnologia d'avanguardia e collaborazione internazionale
La missione MMX conta sulla partecipazione di Giappone, Francia, Germania, Stati Uniti ed Europa. Uno dei suoi elementi più innovativi è il piccolo veicolo robotico IDEFIX, che si poserà su Fobos per analizzare direttamente la sua superficie. Questo rover aiuterà a completare i campioni raccolti dalla nave principale.
La sfida tecnica più complessa è stata progettare le zampe di atterraggio. A causa della bassa gravità di Fobos, la sonda potrebbe rimbalzare o volare via toccando il suolo. Gli ingegneri giapponesi hanno già esperienza in missioni di questo tipo: nel 2024, la sonda SLIM è atterrata sulla Luna, sebbene capovolta; nonostante ciò, ha continuato a inviare dati. Inoltre, nel 2020, la missione Hayabusa2 è riuscita a portare sulla Terra polvere di un asteroide lontano, dimostrando la capacità del Giappone di raccogliere e restituire campioni.
Cosa significa per il futuro dell'esplorazione?
Oltre alla scienza di base, MMX servirà a testare tecnologie che potrebbero spianare la strada a future missioni con equipaggio su Marte. Se si dimostra che è possibile atterrare e decollare da Fobos, questa luna potrebbe diventare una “base naturale” per esplorare il pianeta rosso.
Nel frattempo, la NASA continua a lavorare con il suo rover Perseverance su Marte, che ha già raccolto campioni che un giorno potrebbero essere riportati sulla Terra, sebbene quel progetto affronti ritardi. La missione MMX, invece, ha un calendario più definito: se tutto va secondo i piani, la capsula con i campioni di Fobos atterrerà in Australia nel 2031.
Dati chiave della missione MMX
- Organizzazione: JAXA (Giappone) con collaborazione internazionale
- Lancio: Prossimi mesi da Tanegashima
- Arrivo su Marte: Vari anni di viaggio
- Orbita attorno a Marte: ~3 anni
- Campioni da raccogliere: Almeno 10 grammi da Fobos
- Ritorno sulla Terra: 2031 (atterraggio in Australia)
- Rover: IDEFIX (franco-tedesco)
Con questa missione, l'esplorazione spaziale compie un passo da gigante verso la comprensione del nostro posto nell'universo. La comunità scientifica spera che i materiali portati da Fobos rivelino segreti che sono rimasti nascosti per miliardi di anni.
Fonte: Infobae