13/06/2026 21:19 - Politica
Una persona declarando ante cámaras en un estudio de televisión con expresión seria y preocupada, micrófonos visibles, iluminación de noticiero profesional, fondo institucional azul
In un'intervista televisiva di grande impatto sul programma argentino "¿La Ves?" di TN, Francisco Hauque, figura centrale dell'inchiesta giudiziaria conosciuta come "causa SIRA", ha fatto rivelazioni che potrebbero scuotere le fondamenta della politica argentina. Hauque, che finora era considerato un indagato, si è presentato come accusatore, sostenendo con fermezza che "l'ex presidente Alberto Fernández sapeva tutto" riguardo alle presunte manovre corruttive.
Hauque ha categoricamente negato di essere socio in affari di Elías Piccirillo, altro protagonista dell'inchiesta, precisando che la loro era solo una relazione creditizia: "Gli ho prestato circa 3 milioni di dollari", ha affermato, escludendo qualsiasi coinvolgimento nella gestione operativa.
Per comprendere la portata della notizia, è fondamentale spiegare alcuni concetti chiave della politica economica argentina. La sigla SIRA sta per Sistema Integral de Registrazione delle Importazioni. In Argentina, a causa delle ripetenti crisi economiche e della scarsità di riserve di dollari, lo Stato esercita un rigido controllo sui commerci esteri.
Per importare beni, le aziende devono ottenere un permesso governativo (il SIRA) e, spesso, accedere a dollari a un cambio ufficiale agevolato. Questo sistema, pensato per proteggere le riserve, ha creato un mercato burocratico in cui l'approvazione di un permesso vale milioni. È proprio su questo meccanismo che sarebbe nata la presunta "trama di tangenti": pagamenti illegali per velocizzare permessi che altrimenti rimarrebbero bloccati per mesi.
Secondo il racconto di Hauque, il meccanismo sarebbe partito da una figura apparentemente tecnica: Valeria Fernández, auditrice esterna della Banca Centrale argentina (BCRA). "È stata lei a portare il modello di business a Juan Pablo Biondi", ha dichiarato Hauque, riferendosi all'ex Segretario di Comunicazione e Stampa della Presidenza tra il 2019 e il 2021.
La catena di responsabilità, secondo l'accusatore, salirebbe fino ai massimi vertici. Biondi avrebbe coinvolto Miguel Ángel Pesce, ex presidente del Banco Central, e da lì si sarebbe arrivati fino all'ex presidente Alberto Fernández. "Lui partecipava come in tutti i negozi", ha aggiunto Hauque, descrivendo un quadro in cui le decisioni sarebbero state prese ai massimi livelli.
Hauque non ha nascosto il rischio che corre nel fare queste rivelazioni. "Sono minacciato e ho una scorta poliziesca", ha confessato con evidente preoccupazione, suggerendo che Piccirillo e altri settori del potere avrebbero tentato di delegittimarlo con accuse di droghe, definendosi e Piccirillo come dei "perejiles" (termine gergale argentino per indicare capri espiatori o persone usate come copertura).
"Essere in questo programma è una polizza assicurativa di vita", ha dichiarato l'intervistato, evidenziando come l'esposizione mediatica sia la sua principale forma di protezione in un contesto ad alto rischio.
| Nome | Ruolo / Carica | Posizione nella causa |
|---|---|---|
| Alberto Fernández | Ex Presidente dell'Argentina (2019-2023) | Accusato di essere a conoscenza delle manovre |
| Francisco Hauque | Finanziere, accusatore | Indagato che ora accusa |
| Elías Piccirillo | Imprenditore | Indagato, ricostruito in video |
| Juan Pablo Biondi | Ex Segretario di Comunicazione e Stampa | Segnalato come tramite |
| Miguel Ángel Pesce | Ex Presidente Banco Central | Segnalato come coinvolto |
| Matías Tombolini | Ex Segretario di Commercio | Segnalato come a conoscenza |
| Valeria Fernández | Auditore esterna BCRA | Imputata, indicata come iniziatrice |
Fonte: TN (Nota original: 12 de junio de 2026)
Alfredo S. Quiroga
Conspiraciones