13/06/2026 21:40 - Internacionales
Gráfico electoral con dos candidatos en bandos opuestos con porcentajes muy similares sobre bandera peruana dividida
Il Perù sta vivendo una delle elezioni presidenziali più combattute della sua storia democratica. Con il 98,215% delle actas scrutinadas, Keiko Fujimori ha ottenuto 9.032.651 voti (50,002%), mentre Roberto Sánchez ha raggiunto 9.032.000 voti (49,998%). La differenza di soli 1.303 suffragi riflette una società profondamente divisa.
Keiko Sofía Fujimori Higuchi è una figura centrale della politica peruviana. Figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori (1990-2000), il cui governo fu segnato da scandali di corruzione e violazioni dei diritti umani, Keiko guida Fuerza Popular, un partito di centro-destra con forte radicamento nelle aree rurali. Per i suoi sostenitori rappresenta stabilità economica e ordine; per i detrattori, simboleggia il ritorno di pratiche autoritarie. È alla sua terza candidatura presidenziale.
Il voto dall'estero è risultato decisivo: Fujimori ha conquistato il 63,43% contro il 36,57% di Sánchez, inclinando l'ago della bilancia in una contesa dove Sánchez aveva prevalso in 16 delle 25 regioni interne del paese.
Il Perù, terzo paese più grande del Sud America per popolazione (circa 34 milioni di abitanti), attraversa una crisi politica senza precedenti. Il prossimo mandatario sarà il nono presidente in 10 anni, una cifra allarmante che evidenzia la fragilità istituzionale del paese andino.
Questa instabilità deriva da conflitti costanti tra l'esecutivo e il Congresso, dove il meccanismo di "vacancia presidencial" (rimozione del presidente per incapacità morale) è stato usato ripetutamente come arma politica. Dal 2016, il Perù ha avuto cinque presidenti differenti, nessuno dei quali ha completato il mandato costituzionale.
Queste schede potrebbero definire il risultato finale. Le "actas" sono i verbali elettorali che registrano i voti di ciascun seggio.
13 giugno: Mobilitazione indetta da Sánchez
Metà luglio: Risultati definitivi attesi
28 luglio: Insediamento del vincitore
Il 28 luglio è la Festa dell'Indipendenza del Perù, giorno tradizionale dell'insediamento presidenziale.
Quest'elezione trascende la sfida tra due candidati. In un paese con inflazione persistente, crisi di rappresentanza politica e conflitti sociali regionali, il prossimo governo dovrà affrontare sfide strutturali di grande portata. La legittimità del risultato sarà cruciale per la governabilità.
Roberto Sánchez ha convocato una mobilitazione per il 13 giugno per denunciare irregolarità e preservare la trasparenza del processo. Nel frattempo, le autorità elettorali lavorano per risolvere le actas contestate prima di proclamare il vincitore ufficiale.
Il processo di scrutinio continua con la risoluzione delle schede pendenti. Gli osservatori internazionali monitorano da vicino l'evoluzione della situazione in un paese che cerca di consolidare la propria democrazia dopo anni di turbolenza politica. Il Perù, membro dell'Alleanza del Pacifico e partner commerciale strategico per l'Unione Europea, rappresenta un attore chiave nella geopolitica sudamericana.
Alfredo S. Quiroga
Conspiraciones