18/06/2026 03:40 - Politica
Vista aérea de una planta de tratamiento de agua moderna con grandes tanques azules y tuberías, rodeada de vegetación, representando infraestructura de servicios públicos
La Giustizia della provincia di Buenos Aires ha accolto il ricorso del Difensore del Popolo e disposto una misura cautelare che sospende il processo di privatizzazione di Agua y Saneamientos Argentinos S.A. (AYSA). Il giudice del Tribunale Contenzioso Amministrativo numero 2 di La Plata, Mariano López, ha elevato la sua decisione alla Camera Federale di La Plata sostenendo che la privatizzazione disposta dal governo nazionale non rafforza gli obblighi di garantire l'accesso ai servizi igienici.
La decisione giudiziaria si fonda sul fatto che il processo di vendita non contempla elementi fondamentali che garantiscano l'accesso all'acqua e ignora l'esistenza di passivi ambientali nel territorio bonaerense. Secondo il giudice López, la privatizzazione "tende a ridurre le esigenze regolatorie e a posticipare opere critiche".
In Argentina, il Difensore del Popolo (Defensor del Pueblo) è un'istituzione indipendente che tutela i diritti fondamentali dei cittadini. In questo caso, la Difensura della provincia di Buenos Aires, guidata da Guido Lorenzino, aveva chiesto alla Giustizia di fermare la privatizzazione perché metteva a rischio gli standard ambientali dell'azienda in termini di investimenti, manutenzione, espansione e continuità del servizio pubblico essenziale.
Il giudice ha avallato la posizione del Difensore, che ha difeso il diritto collettivo di accesso all'acqua potabile, in forma sufficiente, sicura ed equa. La Giustizia ha considerato che il bando di gara per AYSA non ha tenuto conto di questi aspetti, mettendo a rischio sia il diritto umano all'acqua potabile che il diritto a un ambiente sano.
La storia di AYSA risale al 1912, con la creazione di Obras Sanitarias de la Nación. Durante il governo di Carlos Menem (presidente argentino dal 1989 al 1999, noto per le sue politiche neoliberali), il servizio fu privatizzato e passò sotto il controllo della francese Suez-Lyonnaise des Eaux, operando con il nome di Aguas Argentinas. Nel 2006, durante la presidenza di Néstor Kirchner (presidente dal 2003 al 2007, leader del peronismo progressista), lo Stato riprese il controllo dell'azienda dopo una serie di conflitti legati alle prestazioni della concessione privata.
| Periodo | Indicatore | Variazione |
|---|---|---|
| 1993-2002 | Aumento tariffe residenziali | 88,2% |
| 1993-2002 | Inflazione al consumo accumulata | 7,3% |
I dati di quel periodo mostrano che, sebbene il contratto originale limitasse gli aumenti durante i primi dieci anni, la concessionaria ottenne successive recomposizioni tariffarie che le permisero di raggiungere elevati livelli di redditività. Un rapporto dell'area Economia e Tecnologia di FLACSO (Facoltà Latinoamericana di Scienze Sociali, prestigiosa istituzione accademica regionale) evidenziò che durante la gestione privata ci furono modifiche contrattuali, clausole di indicizzazione e ripetuti inadempimenti in materia di investimenti ed espansione del servizio.
La misura cautelare disposta dal giudice López sospende temporaneamente il processo di privatizzazione mentre viene risolto il merito della questione. Il giudice ha elevato la sua decisione alla Camera Federale di La Plata, il che indica che il caso potrebbe continuare a salire nel sistema giudiziario. La decisione si aggiunge ad altri ostacoli affrontati dal governo nazionale nel suo piano di riforme.
Fonte: El Destape Web, Ámbito - 17 giugno 2026
Alfredo S. Quiroga