19/06/2026 09:19 - Actualidad
Calles de Buenos Aires con autos estacionados y señal de tráfico, ambiente urbano nocturno
A Buenos Aires, come in molte città latinoamericane, esiste un fenomeno diffuso e problematico: i "trapitos" (o "cuidacoches"), persone non autorizzate che si appropriano degli spazi pubblici per "curare" le auto parcheggiate, chiedendo denaro in cambio. Spesso questa pratica sfocia in estorsione pura: i conducenti pagano per evitare danni al veicolo o aggressioni.
Il 18 giugno 2026, la Legislatura della Città Autonoma di Buenos Aires (CABA) ha approvato la Legge 6961, una riforma storica del Codice Contravvenzionale che introduce pene severe per contrastare questo fenomeno. L'iniziativa è stata promossa dal capo del Governo Jorge Macri (cugino dell'ex presidente Mauricio Macri) e dalla deputata Pilar Ramírez.
Tra maggio 2025 e maggio 2026 sono state registrate 13.149 contravvenzioni legate a queste pratiche. Il fenomeno ha radici profonde: in un Paese con alti tassi di disoccupazione e informalità lavorativa, molti trovano in questa attività una fonte di sopravvivenza. Tuttavia, quando da "offerta informale" si trasforma in estorsione sistematica, lo Stato deve intervenire.
"Quanto importa una multa a un trapito? Ridono in faccia alla Polizia", ha dichiarato Jorge Macri, giustificando l'inasprimento delle pene che ora includono il carcere, non più solo sanzioni economiche.
La Legge 6961 amplia i poteri di controllo del Governo cittadino e della Polizia di Buenos Aires, che potrà arrestare chi si appropria dello spazio pubblico. I giudici potranno imporre divieti di avvicinamento ai luoghi dove è stata commessa la violazione. Importante: la norma mantiene l'obbligo di informare gli infrattori sui programmi di assistenza sociale disponibili, offrendo una via di uscita alternativa.
Se visitate Buenos Aires, è importante sapere che nei parcheggi ufficiali esistono prezzi regolamentati. I "trapitos" operano principalmente vicino a stadi, teatri e zone turistiche. La nuova legge cerca di proteggere anche i visitatori stranieri da richieste di denaro intimidatorie.
Alfredo S. Quiroga