22/06/2026 04:57 - Tecnologia
Fragmento de meteorito marciano con cristales de granate incrustados brillando bajo luz de laboratorio, fondo oscuro espacial con planeta Marte rojo visible en segundo plano, estilo científico cinematográfico
La storia è iniziata quando la ricercatrice Tanya Kizovski, professore associato di Scienze della Terra presso l'Università Brock del Canada, ha analizzato un piccolo frammento del meteorite marziano NWA 8171, conservato nelle collezioni del Museo Reale dell'Ontario. Quanto che inizialmente sembrava essere pirosseno — un minerale molto comune nel sistema solare — si è rivelato qualcosa di molto più significativo: granato, un minerale mai identificato prima in campioni provenienti da Marte.
Il team internazionale, che ha incluso specialisti di Canada, Regno Unito e Italia — tra cui James Darling, professore di Scienze della Terra e Planetarie dell'Università di Portsmouth — ha utilizzato tecniche avanzate di microscopia elettronica e tecnologia laser specializzata per confermare la scoperta.
Il granato è un minerale ampiamente conosciuto sulla Terra, dove viene utilizzato in gioielleria per il suo caratteristico colore rosso scuro. Tuttavia, la sua importanza scientifica va ben oltre il suo valore ornamentale.
In geologia, questo composto permette di studiare processi che implicano alte temperature e pressioni estreme, diventando un indicatore chiave per ricostruire la storia delle rocce. Gli scienziati lo considerano una vera e propria "capsula del tempo", poiché conserva segnali delle condizioni in cui si è formato.
Nel caso del meteorite analizzato, i grani rilevati non corrispondono alla varietà rossa abituale, ma a una forma ricca di ferro, con tonalità verdastra o giallastre, che avrebbe reso difficile la sua identificazione iniziale.
I meteoriti marziani sono rocce che sono state espulse dalla superficie di Marte a causa di impatti di asteroidi o comete. Dopo aver viaggiato nello spazio, alcune attraversano l'atmosfera terrestre e cadono sul nostro pianeta.
Queste rocce costituiscono una delle poche forme di accesso diretto al materiale del pianeta rosso senza bisogno di missioni spaziali complesse. Ogni nuova analisi fornisce informazioni fondamentali per comprendere la storia geologica di Marte.
Il frammento analizzato, di dimensioni inferiori a un seme, contiene informazioni potenzialmente preziose su processi geologici che potrebbero risalire a miliardi di anni fa.
Dopo aver confermato la scoperta, i ricercatori hanno proposto due possibili scenari per spiegare la presenza di questo minerale:
Il minerale potrebbe essersi originato direttamente all'interno marziano, associato all'attività vulcanica o alla risalita del magma da strati profondi del pianeta.
La sua formazione potrebbe essere legata a impatti di grande energia, come collisioni di meteoriti in grado di modificare la struttura delle rocce e generare le condizioni di pressione e temperatura necessarie.
Entrambe le ipotesi sono rilevanti perché implicano dinamiche interne o esterne su grande scala, che aiuterebbero a ricostruire una fase iniziale della storia marziana in cui il pianeta sarebbe stato geologicamente più attivo rispetto ad oggi.
Determinare con precisione l'origine del minerale richiede analisi aggiuntive che potrebbero implicare la distruzione parziale del campione. Poiché si tratta di un materiale estremamente raro, i ricercatori lavorano con estrema cautela per evitare di perdere informazioni preziose.
"Non vogliamo correre rischi inutili perché potrebbe trattarsi dell'unica roccia marziana con granato disponibile per lo studio", ha dichiarato Kizovski.
Nel frattempo, il team continua ad analizzare il frammento e confrontare i risultati con i dati ottenuti dalle sonde orbitali e dai veicoli esploratori che operano su Marte.
La scoperta, pubblicata il 16 giugno 2026 sulla rivista scientifica Geochemical Perspectives Letters, rappresenta un avanzamento significativo nello studio dell'evoluzione di Marte e suggerisce che il pianeta rosso conserva ancora segreti capaci di ridefinire ciò che si sa sul suo passato geologico.
Riferimento dello studio: Kizovski T.V., et.al. (2026). "Expanding Mars' lithologic diversity: discovery of a garnet-bearing clast in NWA 8171".
Alfredo S. Quiroga