25/06/2026 04:21 - Economia
Dopo diversi mesi di calma, il dollaro blue è tornato a fare notizia. Per chi non conosce l'Argentina, va spiegato che esiste un mercato parallelo di cambio valutario dove i cittadini acquistano dollari fuori dai canali ufficiali. Questo mercato informale, chiamato appunto "blue", riflette spesso la reale domanda di valuta estera in un Paese con severe restrizioni valutarie.
Il biglietto informale ha accumulato un rialzo del 7% nel mese, rappresentando un salto di circa 100 pesos, raggiungendo livelli vicini ai 1.530 pesos per la vendita secondo il rapporto di Ámbito. Questa ascesa l'ha portato a eguagliare il suo valore massimo dell'anno, mentre anche il dollaro all'ingrosso ha segnato il suo livello più alto, posizionandosi vicino ai 1.479 pesos.
La spiegazione principale è globale. Un cambio di tono della Riserva Federale (Fed) degli Stati Uniti verso una postura più restrittiva ha impulsato una ripresa della moneta statunitense rispetto alle altre valute. Rocío Bisang, economista di GMA Capital, ha spiegato che questo ha generato pressioni sulle monete dei mercati emergenti della regione. Matías De Luca, di Parakeet Capital, ha aggiunto che il dollaro si è apprezzato dell'1,5% rispetto ad altre monede nelle ultime due settimane, e che Cile e Brasile hanno visto aumenti simili nei loro tassi di cambio.
Il mercato cambia la sua dinamica di offerta e domanda. Termina la liquidazione stagionale del settore agricolo, con minore ingresso di divise. Dall'altra parte, aumenta la domanda locale: il pagamento del mezzo aguinaldo (il saldo semestrale, simile alla "tredicesima" italiana) impulsa la dolarizzazione degli eccedenze. L'economista Gerardo Mestre ha segnalato che la liquidazione di soia è stata inferiore alle aspettative. Inoltre, il turismo per il Mondiale 2026 negli USA ha pressato la domanda.
Una ragione tecnica: il dollaro era "in ritardo". Con un'inflazione accumulata a due cifre, il biglietto si manteneva quasi piatto. Rafael Di Giorno, di Proficio Investment, ha indicato che era "sano" che il dollaro recuperasse terreno. L'indice DXY, che misura la forza del dollaro, si è indebolito nei primi mesi dell'anno, operando come una svalutazione non nominale. Ora, il mercato corregge questo ritardo relativo.
Gli economisti consultati stimano che l'impatto sui prezzi interni sarebbe neutro o lieve. La debolezza del consumo interno obbligherebbe molti settori ad assorbire i costi invece di trasferirli. Il settore esportatore potrebbe beneficiarne, mentre gli importatori affrontano maggiore pressione.
Per chi riceve l'aguinaldo, le raccomandazioni vanno dal conservatore (dollaro come rifugio) fino a investimenti più sofisticati come titoli CER (indicizzati all'inflazione), indice S&P 500 o persino criptovalute. L'economista Luis Aveta prevede una stabilizzazione, con un "tetto di banda" stimato tra 1.750 e 1.800 pesos, valori ancora lontani dalla quotazione attuale.
Il Banco Centrale (BCRA) ha moderato i suoi acquisti nel mercato ufficiale ed è intervenuto nei futures. Il mercato osserva con attenzione se questo è un aggiustamento puntuale o l'inizio di maggiore volatilità. Un fattore chiave futuro sarà l'ingresso di dollari attraverso i RIGI (Regime di Incentivi per Grandi Investimenti) e il rispetto del pagamento del debito di luglio.
Fonti: Ámbito, Tiempo de San Juan, Canal 13 San Juan
Alfredo S. Quiroga