26/06/2026 12:14 - Politica
Il fervore per il Mondiale 2026 né le prestazioni di Lionel Messi sono riusciti a spostare dall'agenda pubblica lo scandalo che coinvolge il Capo di Gabinetto, Manuel Adorni. A oltre tre mesi dalla scoperta delle irregolarità nel suo patrimonio, il caso continua a logorare la gestione del Governo, aggravato dalla decisione del presidente Javier Milei di sostenerlo "finché la Giustizia deciderà".
Per i lettori italiani: il Capo di Gabinetto in Argentina è una figura simile al Premier italiano, responsabile dell'amministrazione generale del paese e dell'esecuzione del bilancio nazionale. Javier Milei è il Presidente argentino eletto nel 2023, noto per le sue posizioni libertarie e il suo stile politico anticonvenzionale.
Il quesito centrale è come un revisore contabile con una dichiarazione giurata piena di irregolarità possa essere incaricato dell'amministrazione generale del paese. L'incremento patrimoniale del 775% (da circa $20 milioni a $944 milioni di pesos argentini, circa 840.000 euro ai cambi attuali) senza una spiegazione chiara ha generato un intenso dibattito su trasparenza ed etica pubblica.
La Giustizia sta indagando se il denaro non dichiarato da Adorni provenga da contributi alla sua campagna legislativa portegna del 2025, o se abbia legami con il fallito business della criptovaluta $LIBRA, promossa in passato dallo stesso Milei.
La mozione di censura contro Adorni accumula 120 firme su 129 necessarie. Se approvata, segnerebbe un fatto istituzionale storico: sarebbe il primo Capo di Gabinetto rimosso dal Congresso dalla creazione della carica nel 1994.
La mozione di censura è un meccanismo costituzionale argentino che permette al Congresso di rimuovere un funzionario pubblico per grave cattiva condotta.
Secondo quanto riportato dalla fonte, la sessione di interpellanza programmata per il 25 giugno 2026 sarebbe fallita per mancanza di quorum (117 presenti su 129 necessari).
La permanenza di un Capo di Gabinetto indebolito permetterebbe alla sorella del Presidente di continuare a operare come la vera "Capo di Gabinetto nell'ombra". Trovare un sostituto disposto a subordinarsi a lei risulta complesso.
Il rifiuto di rimuovere Adorni si legge come una resistenza personale di Milei a concedere una vittoria al giornalismo, settore che ha posizionato come uno dei suoi principali rivali.
Se si provassero legami con la criptovaluta $LIBRA o finanziamenti oscuri di campagna, Adorni passerebbe da funzionario criticato a uomo che custodisce "troppi segreti del potere".
Secondo la fonte, il 26 giugno 2026, Adrián Ravier avrebbe assunto l'incarico di nuovo portavoce presidenziale presso Casa Rosada (sede del Governo argentino), sostituendo Manuel Adorni. Ravier avrebbe rassegnato le dimissioni dalla sua carica di deputato per assumere l'incarico. La nomina funzionerebbe come riconoscimento tacito dell'insostenibile situazione che attraversa il Capo di Gabinetto.
Alfredo S. Quiroga