28/06/2026 06:03 - Politica
Il 24 giugno 2024, il presidente Javier Milei ha delineato con chiarezza la sua posizione contro la corruzione durante un'intervista con il giornalista Franco Mercuriali: "Ogni volta che c'è stato un sospetto di corruzione su un membro del governo, è stato espulso immediatamente", ha dichiarato con enfasi. E ha aggiunto una metafora contundente: "Ti prendo a rubare e ti taglio la mano".
Quasi due anni dopo, il 27 giugno 2026, Milei ha offerto una versione molto diversa riferendosi al caso di Manuel Adorni: "Se lo considerassi colpevole, lo caccerei io stesso con un calcio". Ma subito ha precisato: "Io credo nella sua onestà. La realtà è che io l'ho sostenuto. Il tema è già in mano alla giustizia. Qual è il problema?".
Manuel Adorni era il portavoce della Casa Rosada (l'equivalente della Casa Bianca argentina) e uno dei volti più visibili del governo di Milei. Il suo ruolo consisteva nel comunicare le decisioni presidenziali ai media e ai cittadini, fungendo da ponte tra il potere esecutivo e l'opinione pubblica.
Le sue dimissioni da capo di Gabinetto si sono prodotte dopo quattro mesi di scandali continui. Tutto è iniziato con la comparsa di sua moglie sulla tomba del rabbino di Lubavitch, che ha fatto emergere una cascata di rivelazioni:
La mozione di censura aveva accumulato 120 firme su 129 necessarie nel Congresso argentino. La pressione è diventata insostenibile.
Una mozione di censura è un meccanismo parlamentare attraverso il quale i legislatori possono rimuovere un funzionario pubblico per gravi irregolarità.
Il caso ha generato fratture dentro La Libertad Avanza (il partito di destra liberale di Milei). La più visibile è stata quella di Patricia Bullrich, ministro della Sicurezza, che ha osteggiato sistematicamente il funzionario.
Si sono distaccati anche figure come Nicolás Márquez (biografo del Presidente) e gruppi di attivisti sui social media.
La colonna dell'analista Ernesto Tenembaum segnala che il problema non si limita all'attuale governo. Parallelamente al caso Adorni, sono apparse immagini di mazzette con milioni di dollari nel guardaroba di una villa dove viveva Martín Insaurralde, figura chiave del peronismo (il principale movimento politico argentino di orientamento progressista).
Chi è Martín Insaurralde? Ex sindaco di Lomas de Zamora (un importante comune della provincia di Buenos Aires) ed ex capo di gabinetto della provincia di Buenos Aires, è caduto in disgrazia nel 2023 dopo la diffusione di immagini che lo mostravano su uno yacht nel Mediterraneo. Nonostante le prove di arricchimento illecito, la Giustizia non lo ha ancora convocato a deporre.
Dopo una settimana dalla conoscenza dello scandalo delle mazzette di dollari, nessun referente del PRO, radicalismo, La Libertad Avanza o del peronismo ha emesso una dichiarazione pubblica. Né il Presidente Milei, né Cristina Kirchner, né suo figlio, né il governatore bonaerense hanno detto una parola.
Nota: Il PRO è il partito di centrodestra dell'ex presidente Mauricio Macri. Il radicalismo si riferisce all'Unione Civica Radicale, un partito storico di centro. Cristina Kirchner è stata presidente (2007-2015) ed è una figura centrale del peronismo.
Sia il governo che l'opposizione ricorrono alla stessa frase di fronte ai casi di corruzione: "Che risolva la Giustizia". Questa postura, secondo l'analisi, permette di eludere le responsabilità politiche mentre i processi giudiziari si dilatano indefinitamente.
La lettera di dimissioni di Adorni, firmata il 27 giugno 2026, mantiene un tono di vittimizzazione. L'ex funzionario ha reiterato di sentirsi offeso dall'essere definito un ladro e ha denunciato un trattamento sproporzionato.
La conclusione dell'analisi di Tenembaum è contundente: il problema è trasversale e molto diffuso. La tolleranza alla corruzione non è iniziata con Milei né terminerà con lui. Il fenomeno trascina decadi di storia argentina.
Adrián Ravier ha assunto come nuovo portavoce presidenziale il 26 giugno 2026, mentre Diego Santilli viene indicato come possibile sostituto di Adorni nella Capitaneria di Gabinetto. La transizione inizierebbe lunedì 30 giugno 2026.
Fonte: Colonna di Ernesto Tenembaum su Infobae, 28/06/2026
Alfredo S. Quiroga