01/07/2026 16:39 - Tecnologia
Un team di scienziati negli Stati Uniti ha dichiarato di aver creato una "cellula sintetica" capace di completare un ciclo di vita: nascere, nutrirsi e riprodursi. L'annuncio, realizzato in modo non convenzionale senza passare per il processo standard di revisione scientifica, ha risvegliato tanto entusiasmo quanto scetticismo nella comunità scientifica internazionale.
La responsabile principale dello studio è Kate Adamala, ricercatrice dell'Università del Minnesota, che ha battezzato la sua creazione come "Spudcell" (cellula patata) per la sua forma sferica e semplice. Il nome riflette l'umiltà con cui il team affronta un traguardo che potrebbe ridefinire la nostra comprensione della vita.
La cellula sintetica consiste sostanzialmente in una sfera microscopica di grasso che forma lo scheletro della cellula, nota tecnicamente come membrana lipidica. Al suo interno contiene circa 90.000 lettere chimiche di DNA che compongono un genoma ridotto alla sua minima espressione, circa 50 volte più piccolo di quello dei microbi naturali.
Questo materiale genetico include la macchinaria molecolare necessaria per leggere e copiare il DNA, permettendo a queste celle artificiali di replicarsi. Tuttavia, il sistema funziona solo con intervento umano: gli scienziati devono applicare forza per produrre la divisione cellulare.
È un campo interdisciplinare che combina principi di ingegneria e biologia per progettare e costruire nuovi sistemi biologici. A differenza dell'ingegneria genetica tradizionale (che modifica organismi esistenti), la biologia sintetica cerca di creare vita da zero o con componenti minimi.
Secondo il documento pubblicato dal team di Adamala, queste celle create da zero sono capaci di:
Tuttavia, il processo ha limitazioni importanti: per raggiungere multiple fasi di divisione, i ricercatori devono far passare le cellule sotto pressione attraverso una membrana con fori minuscoli. Inoltre, solo il 30% delle cellule risultanti mantiene il genoma completo dopo cinque cicli di divisione, e la macchinaria molecolare si deteriora progressivamente.
La cosa più sorprendente non è solo il traguardo scientifico, ma il modo in cui è stato annunciato. Il team ha pubblicato un documento di 190 pagine direttamente sul loro sito web, senza passare per il processo standard di revisione tra pari (peer review) che convalida le scoperte scientifiche.
Adamala ha spiegato di aver inviato lo studio alla rivista Cell, punto di riferimento mondiale in biologia molecolare, ma è stato rifiutato con l'argomento che non era biologia. Di fronte a ciò, ha contattato direttamente giornalisti di mezzi come The New York Times, CNN e Quanta Magazine, che hanno pubblicato la notizia mercoledì.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Nome | Spudcell (cellula patata) |
| Dimensione del genoma | ~90.000 lettere di DNA (50x più piccolo dei microbi naturali) |
| Struttura | Sfera di grasso con membrana lipidica |
| Componenti | 36 enzimi + DNA + membrana lipidica |
| Efficienza di replicazione | 30% mantiene genoma completo dopo 5 cicli |
Fino ad ora, i maggiori traguardi nella biologia sintetica erano stati raggiunti con un approccio diverso: partire da un microbo reale e ridurre il suo genoma fino all'espressione minima. Questo approccio è stato guidato dallo scienziato Craig Venter (deceduto recentemente), che riuscì a creare vita più semplice di quella naturale.
L'approccio di Adamala è opposto: iniziare da zero e costruire i componenti basilari di un sistema autoreplicante. La sua cellula sintetica è composta da 36 enzimi, 90.000 lettere di DNA e una membrana lipidica che avvolge il tutto in una piccola bolla di grassi.
Craig Venter, pioniere della biologia sintetica, è morto a 79 anni. Fu uno dei primi a decifrare il genoma umano e creò il primo organismo con genoma sintetico nel 2010, partendo da una cellula esistente e sostituendo il suo DNA.
Gli scienziati cercano di sviluppare forme di vita capaci di realizzare funzioni specifiche:
Produzione di energia da rifiuti mediante processi biologici progettati.
Sviluppo di sistemi biologici per la produzione di farmaci o terapie personalizzate.
Comprendere come potrebbe essere nata la vita per la prima volta sulla Terra primitiva.
Pulizia di inquinanti ambientali mediante organismi progettati.
Kate Adamala è ricercatrice all'Università del Minnesota e leader del team che ha creato Spudcell. Il suo lavoro si concentra sulla comprensione dei componenti minimi necessari per la vita e sulla costruzione di sistemi biologici da zero.
Il nome Spudcell è stato scelto perché non voleva mettere il suo nome alla sua creazione, optando per qualcosa di umile e descrittivo.
L'annuncio solleva domande profonde sulla definizione di vita. Le cellule artificiali possono nutrirsi e riprodursi, ma richiedono intervento umano per dividersi. L'evoluzione dimostrata è stata programmata artificialmente.
Questo tipo di esperimenti cerca di progettare sistemi capaci di realizzare funzioni fondamentali degli esseri viventi senza essere esattamente esseri viventi.
Questo progresso segna un nuovo capitolo nell'esplorazione dei confini della vita. Sebbene il processo richieda ancora supervisione umana e la comunità scientifica debba convalidare i risultati, Spudcell rappresenta un passo significativo verso la comprensione di cosa significhi essere vivi.
Alfredo S. Quiroga