08/07/2026 22:04 - Internacionales
A 11 giorni dal doppio terremoto che ha scosso il Venezuela il 24 giugno 2026 (con magnitudo 7.2 e 7.5), le operazioni nello stato di La Guaira, considerato l'epicentro del disastro, inizierebbero a passare dal salvataggio alla ricostruzione. Con un bilancio ufficiale di 3.685 morti, 16.740 feriti e 17.907 senzatetto (dati aggiornati all'8 luglio 2026), la strada da percorrere sarebbe monumentale, ma lo spirito di recupero comincerebbe già a intravedersi.
Per chi non conosce la regione, La Guaira (noto in passato come Stato di Vargas) è la zona costiera situata a nord della capitale del Venezuela, Caracas. È una regione fondamentale per il Paese, poiché ospita il principale aeroporto internazionale (l'Aeroporto Internazionale Simón Bolívar di Maiquetía) e uno dei porti più importanti del Venezuela. La Fedecámaras è la principale federazione delle camere di commercio del Paese, che raggruppa i settori produttivi e imprenditoriali.
Il presidente di Fedecámaras La Guaira, Eduardo Quintana, avrebbe dichiarato a Unión Radio che la situazione nell'entità sarebbe critica, ma avrebbe chiarito che questo disastro differirebbe dalla storica frana del 1999 (nota come Tragedia di Vargas), un evento che devastò la stessa regione ma dal quale la popolazione seppe riprendersi con grande forza. La proposta del settore imprenditoriale si concentrerebbe su una riattivazione intelligente e sostenibile.
Una delle iniziative principali sarebbe la demolizione e il riutilizzo delle macerie dei centinaia di edifici crollati. Questa misura non solo faciliterebbe la pulizia delle zone urbane colpite, ma fornirebbe anche materiali per la ricostruzione, ottimizzando le risorse in un momento di urgenza.
Quintana menzionerebbe che il commercio si starebbe svegliando lentamente nelle strutture che rimangono in piedi. Tuttavia, avvertirebbe che molti centri commerciali che ospitavano numerosi business non esisterebbero più, il che richiederebbe di trovare soluzioni per salvare la manodopera disoccupata.
Il leader imprenditoriale avrebbe enfatizzato la necessità di recuperare le attività nel porto e nell'aeroporto, che risulterebbero già attivi per fornire supporto, affinché la cittadinanza senta che la regione torna a vibrare e a fornire servizi, recuperando così la sospirata normalità. Sebbene non si possa stimare un tempo preciso per il recupero totale, la determinazione dei commercianti e l'organizzazione delle proposte segnerebbero il primo passo verso la speranza.
Alfredo S. Quiroga