12/07/2026 15:56 - Politica
Il 12 luglio 2026, il governo di Javier Milei ha riattivato la sua strategia elettorale ed economica in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Il piano combina misure finanziarie rigorose, riforme politiche e una nuova scommessa diplomatica e tecnologica per consolidare la crescita del Paese.
Il ministro dell'Economia Luis Caputo ha dettagliato il piano per coprire le scadenze del debito per 24 miliardi di dollari fino alla fine del 2027. A tal fine, la Banca Centrale (BCRA) ha rifinanziato 6 miliardi di dollari con 10 banche mediante operazioni di REPO, posticipando le scadenze al 2028. Questa strategia ha portato il rischio paese argentino a scendere a 400 punti base, il livello più basso da aprile 2018.
L'inflazione nella Città Autonoma di Buenos Aires (CABA, la capitale del Paese) a giugno è stata dell'1,8%, e si prevede un'inflazione nazionale del 2% per lo stesso periodo. Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una crescita del 3,5% per l'economia argentina, consolidando una tendenza di ripresa e stabilità macroeconomica.
Una delle scommesse più audaci del governo è la strategia denominata diplomazia dell'atomo e dell'energia, basata sull'esportazione di reattori nucleari. L'obiettivo principale è diversificare la matrice produttiva, entrare in una lega di alta tecnologia e raggiungere il tanto desiderato grado di investimento, lasciandosi definitivamente alle spalle i cosiddetti titoli spazzatura (bonos basura).
Contesto: Il grado di investimento è una valutazione creditizia che indica che un Paese presenta un basso rischio di inadempienza. Raggiungerlo permette di accedere a finanziamenti internazionali a tassi di interesse più bassi.
Questa strategia si basa sui stretti legami con la Casa Bianca e con il presidente statunitense Donald Trump, nonché sull'ottima impressione che ha suscitato il piano economico in Luis Cubeddu, rappresentante del FMI.
Sul fronte politico, il governo spinge per l'eliminazione delle PASO (Primarie, Aperte, Simultanee e Obbligatorie, un sistema elettorale unico in Argentina dove i partiti devono competere in primarie aperte per definire i candidati). Tuttavia, non ha i voti necessari: ha bisogno di 37 senatori e attualmente ne ha solo 21.
Per sbloccare la negoziazione, la Casa Rosada (sede del governo argentino) ha proposto di implementare liste collettive (un sistema in cui diversi partiti o fazioni sostengono lo stesso candidato), un'iniziativa respinta categoricamente da Patricia Bullrich, presidente del partito PRO, che ha affermato che questo sistema deforma il sistema politico. In questo scenario, il Capo di Gabinetto, Diego Santilli, sta negoziando con i governatori di diverse province per ottenere supporti. Fino ad ora, solo i governatori Jalil, Zdero e Valdés hanno espresso il loro appoggio alla riforma politica.
Il presidente Javier Milei ha adottato un atteggiamento conciliante durante il Tedeum (una messa solenne cattolica tipica nelle feste nazionali argentine) del 9 luglio a Tucumán, salutando Jorge Macri e diversi governatori. I sondaggi interni collocherebbero Milei a 32 punti di intenzione di voto, mentre il suo potenziale rivale, Axel Kicillof (governatore della provincia di Buenos Aires), si collocherebbe a 27 punti. Il governo attribuisce un recente calo nell'immagine presidenziale a presunte operazioni politiche del peronismo (il principale movimento politico argentino) legate al caso Adorni.
Alfredo S. Quiroga