21/07/2026 09:20 - Politica
Il Governo nazionale argentino ha compiuto un passo fondamentale per garantire certezza giuridica nell'ambito del lavoro. Attraverso il Decreto 612/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2026, sono stati precisati i contorni della nuova Legge di Modernizzazione del Lavoro (Legge 27.802) per quanto riguarda il calcolo degli apporti e dei contributi sindacali.
La normativa, firmata dal presidente Javier Milei, dal capo di Gabinetto Diego Santilli e dalla ministra del Capitale Umano Sandra Pettovello, nasce nell'ambito di trattative riservate con la CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il principale sindacato argentino). L'obiettivo principale è sbloccare la rincontrattazione di circa 800 contratti collettivi di lavoro (conosciuti localmente come "paritarias"), permettendo a datori di lavoro e sindacati di avanzare senza il timore di cause legali che generava la precedente regolamentazione (Decreto 407/26).
Il tetto del 2% per i contributi solidali (la contribuzione pagata dai lavoratori non iscritti al sindacato) sarà calcolato su una base più ampia e giusta. Vengono inclusi:
Per proteggere il reddito netto dei lavoratori, rimangono fuori dalla base di calcolo tutti i concetti che non siano normali, abituali o mensili. Il decreto menziona esplicitamente:
Un altro dei punti salienti del nuovo decreto è il chiarimento sui contributi dei datori di lavoro. La normativa stabilisce che gli apporti che i datori si accordano per pagare direttamente ai sindacati mediante contratti collettivi non rientrano nel limite del 2%.
Questo permetterà alle aziende di continuare a destinare fondi alle opere sociali (le casse malattia e assistenza sanitaria gestite dai sindacati in Argentina), assicurazioni pensionistiche o di sepoltura, migliorando così il benessere dei lavoratori. Come condizione, il decreto esige che questi fondi abbiano una amministrazione speciale, gestita e documentata separatamente rispetto agli altri beni sindacali, garantendo trasparenza e destinazione sociale, assistenziale, previdenziale o culturale.
La misura viene interpretata come una concessione positiva dopo settimane di trattative. Il governo e la CGT hanno raggiunto un consenso che evita un'onda di cause legali e permette di riprendere le trattative salariali (le "paritarias"). Sebbene la centrale sindacale manterrà la sua agenda di proteste prevista, il dialogo ha dimostrato che è possibile trovare punti d'incontro a favore del progresso lavorativo.
Alfredo S. Quiroga