03/07/2026 03:05 - Politica
Il 30 giugno 2026, Diego Santilli ha prestato giuramento come nuovo Capo del Gabinetto dei Ministri, sostituendo Manuel Adorni, che si è dimesso il 27 giugno 2026. In un riordino strategico del gabinetto nazionale, il Governo ha deciso di eliminare il Ministero degli Interni, le cui funzioni saranno ora assorbite dalla Capigruppo del Gabinetto sotto il comando di Santilli.
Secondo quanto riferito da media specializzati come Infobae, l'entourage di Santilli storicamente definiva l'incarico di Capo del Gabinetto come una sedia elettrica o sedia calda a causa dell'alta esposizione che comporta. Tuttavia, dopo l'uscita di Adorni, non ci sarebbe stato margine per rifiutare l'offerta. Il nuovo ministro coordinatore ha come obiettivi prioritari innalzare la figura del presidente Javier Milei, concentrarsi sulla gestione e rimandare il discorso di campagna elettorale.
Uno dei compiti principali di Santilli sarà mantenere un equilibrio tra le diverse fazioni del governo. In questo senso, dovrà curare il suo rapporto con la segretaria generale della Presidenza, Karina Milei (sorella del presidente), e allo stesso tempo non trascurare il legame con il consulente presidenziale Santiago Caputo. Dall'ambiente di Santilli assicurano di mantenere un buon rapporto con Karina Milei dal 2023, il che faciliterebbe questa convivenza.
L'ascesa di Santilli altera le percezioni sui piani elettorali in vista delle elezioni del 2027. Fino a poco tempo fa, nell'ambiente libertario si dava per scontato che Santilli sarebbe stato il candidato alla carica di governatore della provincia di Buenos Aires (la provincia più popolosa e importante dell'Argentina). Tuttavia, un eventuale buon rendimento nella Capigruppo del Gabinetto potrebbe consolidare il suo ruolo nella gestione nazionale, sollevando dubbi sulla convenienza di rischiare in un'elezione provinciale a maggio.
Nel partito di opposizione, il Partito Giustizialista (PJ, il principale partito peronista), il governatore bonaerense Axel Kicillof e alcuni sindaci stanno valutando l'idea di una possibile separazione delle elezioni (desdoblamiento) nella provincia di Buenos Aires. Questa incertezza genera allarmi nel partito di governo, poiché il momento delle elezioni definirà la strategia nazionale. Da questo dipenderà tutto, hanno dichiarato esponenti di La Libertad Avanza (il partito del presidente Milei), secondo versioni giornalistiche.
Nel circolo intimo di Santilli, così come nel karinismo (la fazione fedele a Karina Milei), si ritiene che questo non sia il momento in cui l'ex ministro dell'Interno si debba dipingere di viola, ovvero adottare l'identità di La Libertad Avanza (il cui colore distintivo è il viola). La raccomandazione è che mantenga la sua identità gialla (riferimento al PRO, il partito di centrodestra a cui appartiene Santilli) per concludere gli accordi politici necessari, senza bisogno di fornire più prove di fedeltà di quelle già date. Questa strategia mira a far sì che Santilli agisca come ponte tra le diverse forze alleate al governo nazionale, consolidando un fronte ottimista e di lavoro congiunto.
Per comprendere il contesto: la politica argentina è caratterizzata da forti personalismi e alleanze mutevoli. La provincia di Buenos Aires è il principale bacino elettorale del Paese.
Alfredo S. Quiroga