11/07/2026 22:03 - Judiciales
Una sentenza chiave protegge gli interessi dei legali iscritti nell'Ordine della Capitale federale.
Per comprendere appieno l'importanza di questo evento, è utile fare una breve panoramica sul contesto istituzionale argentino. A Buenos Aires, il Colegio Público de Abogados de la Capital Federal (CPACF) è l'ente pubblico non statale che regola l'esercizio della professione forense, equivalente al nostro Ordine degli Avvocati. Recentemente, questo ente ha presentato un'azione legale per tutelare i suoi iscritti contro le nuove normative del lavoro.
Il Tribunale Contenzioso Amministrativo Federale 11, guidato dal giudice Martín Cormick, ha dato luce verde al reclamo collettivo contro alcuni aspetti della Legge di Modernizzazione del Lavoro. La decisione, datata 10 luglio 2026, convalida pienamente la legittimazione del CPACF a rappresentare tutti gli avvocati che operano nel foro del Lavoro, bloccando un aspetto nevralgico della riforma.
Il ricorso mira direttamente all'incostituzionalità di due articoli specifici della norma, approvata il 27 febbraio 2026:
Il giudice ha applicato questo precedente della Corte Suprema argentina per riconoscere gli interessi individuali omogenei degli avvocati.
Un punto processuale molto rilevante è che il giudice ha respinto l'accumulo di questa causa con il procedimento iniziato dalla CGT (la Confederazione Generale del Lavoro, il principale sindacato argentino). Ha considerato che non si applica il principio di prevenzione perché non c'è identità sostanziale: la CGT difende i lavoratori, mentre il CPACF protegge lo statuto professionale e i redditi dei legali.
Alfredo S. Quiroga