13/07/2026 19:14 - Economia
13 luglio 2026 - Secondo le proiezioni di diverse agenzie di consulenza private e i dati raccolti dalla Banca Centrale (REM), l'inflazione di giugno 2026 consolida il trend al ribasso e si collocherebbe in una forchetta tra 1,8% e 1,9%, scendendo per la prima volta sotto la soglia del 2%. Questo dato rappresenta un miglioramento rispetto al 2,1% registrato a maggio.
I carburanti avrebbero potuto registrare una caduta del 16% se non fosse stato per la ripresa del prezzo del barile di Brent, colpito dalla crescente tensione in Medio Oriente. Ciononostante, il governo rimane ottimista. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una chiusura dell'inflazione per il 2026 al 25%, e spera che il Paese raggiunga una sola cifra entro il 2028.
La Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA) ha lanciato uno scudo di misure con una potenza di fuoco di 20.000 milioni di dollari per mantenere il dollaro ancorato a 1.500 pesos argentini (ARS). Attualmente, il dollaro ufficiale si colloca a 1.515 ARS presso il Banco Nación, la principale banca statale del Paese.
Questo scenario di bassa inflazione e stabilità del cambio rende nuovamente attrattivo il carry trade (una strategia che sfrutta i differenziali dei tassi di interesse tra i Paesi) per gli investitori, grazie ai tassi dei depositi a termine che oscillano tra il 16% e il 19,5% TNA (Tasso Nominal Anual, l'equivalente del tasso nominale annuo).
Il rischio Paese argentino (indicatore che misura la probabilità che un Paese non paghi il proprio debito, calcolato sui titoli di Stato) si trova vicino ai 400 punti base, raggiungendo il suo livello più basso dall'aprile 2018, con un calo del 29,4% in tutto il 2026. Il governo ha già pagato 4.200 milioni di USD di debito e ha in programma di emettere il Bonar 2029 (titoli di Stato in dollari) per 2.000 milioni di USD il 15 luglio 2026.
Alfredo S. Quiroga