Un agosto di tensione per l'istruzione superiore argentina
Il sistema universitario argentino si prepara a un mese di intense mobilitazioni. Le federazioni di docenti e personale non docente, guidate dalla Confederazione Nazionale dei Docenti Universitari (CONADU), hanno definito un piano di lotta che prevede complessivamente sette giorni di sciopero nel corso di agosto 2026, a fronte di quello che considerano un mancato rispetto di quasi 300 giorni della Legge sul Finanziamento Universitario.
Dal canto suo, il Governo nazionale, attraverso il Ministero del Capitale Umano guidato da Sandra Pettovello, ha emesso un comunicato in cui respinge l'azione di protesta programmata per il 12 agosto, definendola una "misura di carattere politico" priva di fondamento. Il Ministero ha inoltre confermato che le trattative salariali (paritarias) con i sindacati sono state formalmente convocate per il prossimo 1° settembre 2026.
Il calendario delle mobilitazioni
Il plenum della Federazione Nazionale dei Docenti Universitari ha stabilito un calendario che toccherà le attività accademiche e amministrative in tutto il Paese:
- 12 agosto: giornata nazionale di lotta con sciopero di 24 ore e concentramento all'Obelisco di Buenos Aires e in altre città.
- 18-22 agosto: sciopero che copre l'intera settimana di attività.
- 27-28 agosto: sciopero nazionale di 48 ore.
Inoltre, tra il 18 e il 21 agosto, saranno riattivate le "Tende per l'Università e la Sovranità" davanti al Palazzo Pizzurno (sede del Ministero dell'Istruzione) e in diverse province per dare visibilità al conflitto.
Il contesto legale e le rivendicazioni sindacali
I sindacati basano la loro protesta su una serie di sentenze giudiziarie che, a loro dire, il Governo non starebbe rispettando. Il 26 giugno 2026, la Corte Suprema di Giustizia argentina ha confermato la misura cautelare che obbliga lo Stato a erogare i fondi previsti dalla Legge sul Finanziamento. Successivamente, il 4 agosto 2026, la Camera Contenzioso Amministrativo Federale (Sala III) ha rimosso gli ultimi ostacoli procedurali, restituendo il fascicolo al giudice di primo grado per l'esecuzione immediata.
La segretaria generale della CONADU, Clara Chevalier, ha duramente criticato la posizione ufficiale: "Mentre eravamo nel plenum, il governo ha convocato le trattative per il 1° settembre. Ci chiamano terroristi ma viola la legge da quasi 300 giorni, perché non rispetta né ciò che ha votato il Congresso, né la misura cautelare, né ciò che ha firmato il 10 giugno sulle spese di funzionamento."
Per comprendere appieno la situazione: la Ley de Financiamiento Universitario è una norma approvata dal Congresso argentino che stabilisce i fondi minimi che lo Stato deve garantire alle università pubbliche per il loro funzionamento e per gli adeguamenti salariali del personale. La sua mancata applicazione è al centro del contenzioso.
La risposta del Ministero del Capitale Umano
Il Governo ha respinto le accuse di inadempienza. Attraverso la Sottosegretaria per le Politiche Universitarie, ha assicurato di aver trasferito i fondi corrispondenti agli ospedali universitari e al pagamento degli stipendi, rispettando l'accordo firmato il 10 giugno 2026.
Secondo il documento ufficiale, sono stati versati più di $666.823.011.021 pesos argentini (ARS) per spese del personale e aumenti di giugno, e $448.544.808.500 ARS per il mese di luglio. Sono stati inoltre dettagliati trasferimenti all'Università Nazionale di Cuyo, all'Università di Buenos Aires e ad altri centri sanitari collegati alle università nazionali.
Il Ministero conclude il suo comunicato sostenendo che gli unici danneggiati da queste misure di forza sono gli studenti, il cui diritto allo studio viene compromesso da decisioni che minacciano la continuità della loro educazione, ribadendo che lo sciopero del 12 agosto è "illegittimo" e risponde a motivazioni politiche piuttosto che alla priorità dell'istruzione.