Ingrid Vadalá, figlia maggiore dell'ex marito di Moria Casán, ha annunciato una querela contro Netflix e la produzione della serie biografica per la rappresentazione del padre, scomparso nel 2023. La donna, 47 anni, sostiene che la fiction distorce l'immagine di un uomo che non può più difendersi, mostrandolo in modo volgare e grottesco. La causa verrà presentata martedì 18 agosto.

Uno scandalo che scuote il mondo dello spettacolo

L'uscita della serie biografica su Moria Casán su Netflix, avvenuta il 14 agosto, prometteva di essere un viaggio attraverso i momenti più mediatici della diva argentina. Tuttavia, a pochi giorni dal lancio, la produzione si trova già ad affrontare il primo conflitto legale. La famiglia di Luis Vadalá, terzo marito della vedette, ha annunciato che procederà legalmente contro la piattaforma e la casa di produzione per il modo in cui la fiction ritrae il defunto commerciante.

È stata Ingrid Vadalá, figlia maggiore di Luis, a decidere di rompere il silenzio e portare il caso in tribunale. A 47 anni, laureata in Risorse Umane e madre di due figli di 10 e 25 anni, Ingrid ha sempre mantenuto un profilo basso, lontano dal mondo dello spettacolo. Ma la rappresentazione del padre sullo schermo l'ha spinta ad agire: 'Tutto ciò che mostrano sinceramente risulta assurdo e volgare', ha dichiarato in un lungo messaggio inviato a Ángel de Brito, conduttore di LAM (America TV), un noto programma di gossip argentino.

La caratterizzazione che ha scatenato l'indignazione

La scena che ha acceso la miccia mostra Vadalá in una situazione di consumo eccessivo di droga, cosa che sua figlia considera una violazione della privacy di una persona che non può più raccontare la sua versione. 'Mio papà non era così, era un signore, un uomo educato e rispettoso. Hanno cercato di mostrarlo come una persona grottesca, maleducata e priva di educazione', ha sottolineato Ingrid.

La figlia dell'imprenditore ha anche criticato l'uso delle sue umili origini nella trama: 'Non ha mai nascosto di essere un ragazzo di quartiere e di lavorare nella sua officina. Hanno usato questo per sminuirlo, cosa che trovo una mancanza di rispetto per qualsiasi lavoratore comune'. E ha aggiunto: 'Mio papà poteva avere mille difetti, ma era un signore. Te lo dico nonostante abbia avuto molte divergenze con lui'.

Il dato che complica la difesa: durante il programma, Fefe Bongiorno ha ricordato che lo stesso Vadalá aveva dichiarato in vita che Moria lo aveva introdotto al consumo di cocaina, e De Brito ha aggiunto: 'Vadalá ha detto una cosa peggiore, ha detto che Moria lo ha messo nella cocaina'. Questo precedente potrebbe essere decisivo nella strategia legale della produzione.

Una storia vissuta in prima persona

Ingrid Vadalá sostiene che la serie manca di veridicità storica e che lei è testimone diretta dei fatti. La relazione tra suo padre e Moria Casán è iniziata nel 1990 a Miami, è durata dieci anni ed è terminata in uno scandalo mediatico con accuse incrociate. 'Ho vissuto questa storia molto da vicino da quando avevo circa 12 anni fino ai miei 21. Non me l'ha raccontata nessuno, l'ho vissuta personalmente', ha affermato.

Sulla fine della relazione e sulle voci che Vadalá si sarebbe tenuto dei beni della diva, Ingrid è stata categorica: 'Se davvero fosse accaduto ciò che si cerca di insinuare, cioè che mio padre si fosse tenuto qualcosa che non gli spettava, non avrebbe attraversato le difficoltà economiche che ha avuto dopo la separazione'. Dopo essersi allontanato dall'ambiente di Casán, Vadalá ha dovuto lavorare in attività commerciali come una panetteria e una griglieria di quartiere.

Il precedente Monzón e il dibattito sulla fiction

Nel panel di LAM, Denise Dumas ha introdotto un precedente rilevante: la serie su Carlos Monzón e la causa intentata dalla famiglia del Facha Martel, che appariva nella fiction come colui che portava la droga al pugile. 'La famiglia ha fatto causa, il Facha era già morto, e hanno vinto alla grande', ha raccontato Dumas. Questo precedente potrebbe giocare a favore della querela dei Vadalá.

Bongiorno, invece, ha difeso la prospettiva della serie: 'Tutto è stato tratto dalle interviste che lei ha rilasciato. È la sua prospettiva della relazione. Non è la serie di Vadalá'. Ma Dumas ha controbattuto: 'Se parlano di tuo padre, magari non hai voglia di vedere certe cose'.

La querela e i suoi sviluppi

Secondo quanto riportato da Ángel de Brito, la denuncia 'sarà presentata contro la produzione, contro la casa di produzione e contro la piattaforma'. Si prevede che martedì 18 agosto venga formalmente depositata la querela. 'La legge dà ragione a lei. Moria ha il diritto di raccontare ciò che vuole nella sua serie e anche di subire le conseguenze. Moria lo sa, Netflix paga', ha sentenziato il conduttore.

Infine, Ingrid Vadalá ha concluso con un messaggio straziante: 'Trovo molto doloroso e ingiusto che si distorca in questo modo l'immagine di una persona che ho conosciuto molto bene, che era molto diversa da come cercano di mostrarla oggi, e che non c'è più per potersi difendere'.

Scheda del conflitto

QuerelanteIngrid Vadalá, figlia maggiore di Luis Vadalá (47 anni)
ConvenutiNetflix, casa di produzione della serie
MotivoRappresentazione 'assurda e volgare' di Luis Vadalá, deceduto nel 2023
RelazioneVadalá è stato terzo marito di Moria Casán (sposati nel 1990, relazione di 10 anni)
Data di presentazioneMartedì 18 agosto 2026
Attore che interpreta VadaláJoaquín Ferreira
Precedente citatoCausa della famiglia del Facha Martel contro la serie su Monzón (vinta)

Fonti: El Día | Infobae | Exitoína | Clarín | La Nación