La Sala I della Camera Contenzioso-Amministrativa di Tucumán ha respinto la richiesta di risarcimento presentata dai figli del celebre cantante argentino, stabilendo che l'incidente che gli costò la vita fu una 'auto-messa in pericolo'. La figlia Barbara Hoffmann ha espresso la sua indignazione sui social.

Un capitolo giudiziario emblematico si è chiuso con una sentenza che ha scosso l'Argentina. Il 19 agosto 2026, la Sala I della Camera Contenzioso-Amministrativa di Tucumán ha deciso che la tragica caduta di Sergio Denis, avvenuta l'11 marzo 2019 durante un concerto, non è imputabile a terzi ma alla sua stessa condotta. Di conseguenza, è stato respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata dai figli dell'artista, scomparso il 15 maggio 2020.

Un caso giudiziario basato sull''autopuesta en peligro'

Il tribunale ha fatto applicazione dell'articolo 1729 del Codice Civile e Commerciale argentino, che introduce il principio giuridico di 'autopuesta en peligro'. In termini semplici, questa norma stabilisce che se una persona, volontariamente e consapevolmente, si espone a una situazione di rischio che provoca un danno, la responsabilità civile di altri soggetti è esclusa. Secondo i giudici, Dennis ha camminato all'indietro senza prestare attenzione al percorso, mentre cantava rivolto al pubblico, un comportamento che ha reso l'incidente oggettivamente inevitabile.

I fatti dell'11 marzo 2019

Il cantante si esibiva in un concerto gratuito al Teatro Mercedes Sosa di San Miguel de Tucumán, organizzato dal sindacato ATSA per la Giornata della Donna. La sua cachet era di $80.000 pesos argentini. Durante lo spettacolo, ha attraversato una passerella sopra l'orchestra, è sceso 4 gradini per avvicinarsi al pubblico. Al ritorno, risaliti i gradini, si è fermato sulla passerella e ha iniziato a camminare all'indietro, guardando la platea. Dopo tre passi, ha perso l'equilibrio ed è precipitato nella buca dell'orchestra, profonda circa 3 metri.

Le gravi conseguenze e il ricovero

Dennis ha riportato un trauma cranico grave, un pneumotorace destro, fratture alla clavicola e alle costole, emorragia subaracnoidea, edema e contusioni cerebrali e la frattura dell'osso temporale. Trasportato d'urgenza all'Ospedale Ángel C. Padilla di Tucumán, è stato successivamente trasferito al Sanatorio Los Arcos di Buenos Aires. Ha trascorso 14 mesi di ricovero presso il centro di riabilitazione ALCLA, fino al decesso, avvenuto il 15 maggio 2020, all'età di 71 anni, per un arresto cardiorespiratorio.

Le ragioni del tribunale e le reazioni

Il tribunale ha anche respinto l'argomento dei ricorrenti circa il fatto che le cinture rifrangenti della passerella fossero deteriorate, citando un precedente penale che stabiliva come anche in condizioni perfette il risultato era inevitabile. ATSA e la direzione del teatro sono state invece considerate estranee alla responsabilità, non avendo rilevato un funzionamento irregolare del servizio. La Barbara Hoffmann, una delle figlie, ha espresso una violenta reazione su Instagram, affermando che l'Argentina è l'unico paese dove le vittime vengono colpevolizzate. Il verdetto non è definitivo e la famiglia può ricorrere in appello, ma la condanna alle spese processuali è pesante: il 100% per le spese di ATSA e Armisén, l'85% per l'Ente del Teatro e il 90% per la Caja Popular de Ahorros.

ControCosti imputati
ATSA e Armisén100%
Ente Autárquico Teatro85%
Caja Popular de Ahorros90%

La causa era stata intentata dai tre figlia – Federico, Bárbara e María Victoria – nel febbraio 2022. La vicenda ora potrà essere riveduta solo da una corte superiore.

Fonti: Infobae | TN | Ciudad Magazine

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