L'ex presidente argentino Eduardo Duhalde ha criticato duramente il peronismo e tutti i partiti politici, affermando che 'la gente non vuole votare i partiti'. Ha sostenuto la candidatura di Axel Kicillof, definito 'un uomo onesto', e ha avvertito che il governo 'minaccia di eliminare le PASO'. Ha anche criticato il governo di Javier Milei, definendolo 'un governo di lotta'.

L'ex presidente argentino Eduardo Duhalde (84 anni) ha rilasciato un'intervista al quotidiano Ámbito il 17 agosto 2026, scuotendo la scena politica con dichiarazioni forti e senza mezzi termini. In un clima di forte malcontento sociale e mentre la corsa elettorale per il 2027 è già iniziata, Duhalde ha lanciato un attacco frontale al peronismo e a tutti i partiti tradizionali.

"Al peronismo lo vedo male. Vedo male i partiti, vedo male tutti i partiti. Anche il partito del governo lo vedo male"

Duhalde ha spiegato che "la gente non vuole votare i partiti" perché è "molto arrabbiata" e perché i partiti "non hanno migliorato la vita" quando sono stati al potere. Per questo, ha proposto la creazione di un nuovo movimento: il Movimento Produttivo Argentino (MPA), che sta costruendo con strumenti radicali e giustizialisti. "Stiamo organizzando l'MPA come partito politico, con gli strumenti radicali e giustizialisti", ha dettagliato, sottolineando che il punto centrale deve essere "un programma per porre fine alla corruzione strutturale", un tema che considera "la cosa più importante" di ogni governo.

Kicillof, il candidato preferito

Duhalde non ha esitato a sostenere Axel Kicillof, attuale governatore della provincia di Buenos Aires, come candidato per il 2027. "Sì, Kicillof mi sembra un uomo onesto e, ovviamente, il governo lo tiene alle strette, no? Ma mi piace come candidato", ha affermato. Secondo Duhalde, i sondaggi lo danno in testa, ma ha avvertito che "tra i sondaggi e la realtà, a volte, c'è un lungo tratto".

Paragonando la situazione a quella del 2005, quando sua moglie Chiche Duhalde si confrontò con Cristina Kirchner, l'ex presidente ha detto che "sono fenomeni simili, ma non ci sono fenomeni uguali con il passare del tempo". Sul ruolo di Cristina Kirchner nel peronismo, è stato categorico: "Non vedo che abbia molte possibilità di aiutare nella situazione in cui si trova", aggiungendo che "ogni giorno avrà sempre meno possibilità". Ha anche dichiarato di credere che l'ex presidente sia "proscritta" (impedita a candidarsi), affermando: "Credo di sì. Almeno è quello che si legge e si sente".

PASO: primarie o conciliazione?

Duhalde ha toccato anche il tema delle PASO (Primarie Aperte, Simultane e Obbligatorie), il sistema elettorale argentino che consente di selezionare i candidati. "Non sappiamo se si tornerà alle primarie perché il governo sta minacciando di eliminare le PASO, quindi bisogna essere pronti per entrambe le cose: per una primaria o per cercare una conciliazione", ha detto. E ha aggiunto: "Non vedo che il partito, anche se si mette d'accordo, abbia possibilità di vincere. La gente non vuole votare i partiti".

Provincia vs. Nazione

Secondo l'ex governatore bonaerense, è più probabile che il peronismo vinca nella provincia di Buenos Aires che a livello nazionale. "Sì, sì", ha risposto quando gli è stato chiesto. Ha raccontato che durante una recente visita a Bahía Blanca, dove è rimasto quattro giorni, le sale si riempivano e la gente "voleva sapere cosa pensiamo noi che siamo per il cambiamento". Ha menzionato anche il candidato Ricardo Quintela, governatore di La Rioja, che "ha espresso la sua volontà", ma ha insistito che i sondaggi danno Kicillof sopra tutti.

Critiche a Milei

Duhalde è stato critico anche sullo stile di governo di Javier Milei: "È un governo di lotta e io credo in altre cose. Credo nell'unione, nell'andare d'accordo". Pur riconoscendo che "nessun governo fa tutto bene o tutto male", ha sottolineato: "Quello che voglio è che questo signore cambi, che capisca a un certo punto che così il paese andrà sempre peggio".

Alla domanda sul perché la società abbia votato Milei nel 2023, ha risposto: "Perché non c'erano alternative, non c'erano alternative serie per la gente, e la gente lo ha scelto". Ha ricordato che quella fu "una vittoria che nessuno può discutere".

Nonostante le critiche, Duhalde si è detto fiducioso che ci siano economisti capaci di avviare una ripresa, ma non ha fatto nomi. "Credo ancora che ci siano persone con possibilità di opinare e con molta capacità", ha assicurato.

Il calendario politico

Le dichiarazioni di Duhalde arrivano in un momento di intensa attività politica. Il peronismo si è riunito l'11 agosto all'Hotel Emperador con Kicillof, Massa e Máximo Kirchner. Il governo, intanto, avanza con il PRO nelle trattative elettorali, e il progetto per l'eliminazione delle PASO è già stato presentato al Senato il 22 aprile 2026. Una nuova cumbre peronista è prevista per mercoledì 19 agosto con la presenza di Monzó e Pichetto.

Duhalde ha concluso affermando che non si candiderà, ma che il suo impegno è per la costruzione di un'alternativa politica che possa rispondere alle esigenze dei cittadini, in un momento storico in cui la fiducia nei partiti tradizionali è al minimo.