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Lo scandalo Adorni divide il governo argentino: patrimonio milionario, bitcoin non dichiarati

14/06/2026 15:09 - Politica

Edificio del Congreso Nacional argentino con banderas flameando, cielo parcialmente nublado representando incertidumbre política, documentos oficiales en primer plano

La tempesta politica che coinvolge Manuel Adorni

Il portavoce presidenziale Manuel Adorni sta attraversando il momento più critico della sua gestione dopo la rivelazione di un incremento patrimoniale che ha generato uno scandalo politico di vaste proporzioni. Secondo quanto riportato da diversi media argentini, il suo patrimonio è passato da 20 milioni a 944 milioni di pesos argentini, una differenza che ha acceso indagini giudiziarie e questionamenti da tutti i settori politici.

Contesto per i lettori italiani

Il peso argentino è la moneta nazionale dell'Argentina. A causa dell'elevata inflazione (superiore al 200% annuo), i valori monetari argentini possono sembrare spropositati per gli standard italiani. Javier Milei è l'attuale presidente dell'Argentina, eletto nel 2023 con il partito libertario La Libertad Avanza.

Il funzionario avrebbe giustificato davanti alla Giustizia questo incremento patrimoniale adducendo un'eredità familiare. Tuttavia, le incongruenze nelle sue dichiarazioni hanno acceso gli allarmi: ha ammesso di aver omesso 500.000 dollari USA in documenti ufficiali, secondo quanto pubblicato da media come Clarín e La Nación.

L'origine dei fondi contestati

L'ex capo del blocco di La Libertad Avanza, Oscar Zago, ha affermato che l'uscita di Adorni è "inevitabile" e ha dichiarato: "Per me la questione è chiusa".

Secondo le indagini, Adorni avrebbe incorporato 513.000 dollari non dichiarati nella sua dichiarazione giurata, attribuendoli a operazioni con bitcoin realizzate tra il 2013 e il 2018.

Bitcoin e dichiarazioni patrimoniali

In Argentina, i funzionari pubblici devono dichiarare tutti i loro beni e redditi nelle dichiarazioni giurate. La mancata dichiarazione di criptovalute può costituire un reato di falso in atto pubblico.

La giudice Ariel Lijo è incaricata dell'indagine giudiziaria, mentre il pubblico ministero Gerardo Pollicita interviene nel procedimento.

La mossa dell'opposizione

Il peronismo (movimento politico storico argentino fondato da Juan Domingo Perón nel 1945) avanza con una strategia coordinata per ottenere la destituzione del portavoce presidenziale:

  • In Camera dei Depututi: hanno già raccolto 120 firme per una sessione speciale. Hanno bisogno di 129 per raggiungere il quorum.
  • In Senato: Victoria Villarruel (vicepresidente della Nazione) ha convocato la Commissione Parlamentare per il 18 giugno. Servono 37 voti per la mozione di censura.
  • PRO (Proposta Repubblicana) ha condizionato il suo sostegno all'uscita di Adorni, mentre l'UCR (Unione Civica Radicale) ha affermato che il funzionario "ha mentito al Congresso".

I partiti politici argentini

PRO: partito conservatore-liberale, ex partito dell'ex presidente Mauricio Macri.
UCR: partito centrista storico, fondato nel 1891, uno dei più antichi dell'America Latina.

Oscar Zago specula sul fatto che Adorni potrebbe dimettersi prima del 23 giugno.

La posizione del Governo e l'usura politica

Nonostante la portata dello scandalo, Javier Milei mantiene fermamente Adorni nel suo incarico. Tuttavia, l'ambiente presidenziale mostra crepe: Karina Milei (segretaria generale e sorella del presidente) avrebbe dato libertà ai ministri di esprimersi sull'argomento, interpretato come un segnale di distanziamento.

Chi è Karina Milei?

Karina Milei è la sorella minore di Javier Milei e attuale Segretaria Generale della Presidenza. È considerata la "regista occulto" del governo e una figura chiave nella struttura di potere interna, spesso chiamata "la regina" dai media argentini.

Il mercato finanziario non sembra percepire rischi sistemici dal conflitto politico. Il rischio paese si mantiene vicino ai 450 punti base e la valutazione di S&P è migliorata da CCC+ a B-. Gli investitori confidano nel team economico e nei fondamentali macroeconomici.

Impatto mediatico

Secondo i dati di Estudio Enter, le menzioni negative di Adorni sono passate da 135.000 a 323.000 nelle ultime settimane, riflettendo il deterioramento dell'immagine del funzionario.

Cosa succede se il Congresso destituisce Adorni?

Fonti vicine al Governo anticipano una strategia di contenimento: se il Congresso riesce a censurare Adorni, Milei valuterà di nominarlo nuovamente tramite decreto presidenziale. Questa manovra genererebbe un nuovo conflitto istituzionale con l'opposizione.

Tra i possibili sostituti vengono menzionati nomi come Federico Sturzenegger (attuale Ministro della Semplificazione) e Darío Quirno, sebbene entrambi generino resistenze interne: il primo è visto come un "talebano ideologico" e il secondo genera diffidenza nel settore karinista.

I decreti presidenziali in Argentina

In Argentina, il presidente può emanare decreti di necessità e urgenza (DNU) che hanno forza di legge, sebbene possano essere controllati dalla Commissione Bicamerale. Milei ha usato ampiamente questo strumento durante la sua presidenza.

Il Governo avrebbe anticipato il rapporto di gestione di Adorni al 2 luglio, in un tentativo di controllare il calendario politico prima di possibili decisioni del Congresso.

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