29/06/2026 21:39 - Economia
Durante un'ampia intervista televisiva domenicale, il presidente Javier Milei (il controverso economista libertario eletto nel 2023) si è mostrato estremamente ottimista riguardo all'andamento dell'economia argentina. Ha affermato che i "numeri sono ottimi" e che l'economia è già entrata in un percorso di crescita sostenuta, trainata da consumo, investimenti ed esportazioni.
Per i lettori non familiari con il termine, il rischio paese è un indicatore che misura la probabilità che uno Stato non paghi i suoi debiti. Milei ha generato polemiche affermando che il rischio paese implicito nei titoli che scadono durante la sua gestione è di soli 60 punti base, in netto contrasto con l'indice tradizionale di J.P. Morgan che segnala valori tra 420 e 430 punti base. L'Argentina, con la sua storia di default e crisi economiche, tradizionalmente ha un rischio paese elevato.
Il presidente è stato categorico nella sua visione futura: "Se riusciamo a ottenere la rielezione, l'economia crescerà come mai prima nella storia argentina". Ha aggiunto che, riducendo il rischio paese, l'economia "volerà", prevedendo un potenziale di crescita del 7-8% annuo basato su consumo, esportazioni e investimenti.
Sull'inflazione (che in Argentina ha raggiunto livelli iperinflazionistici superiori al 200% annuo), Milei ha riconosciuto che il tasso di discesa è stato più lento del previsto, ma ha attribuito questa situazione alla "caduta della domanda di denaro" e altri fattori del secondo semestre 2025. Tuttavia, ha garantito che "non cambieremo il modo di fare politica monetaria" e che "prima o poi liquidiamo l'inflazione".
Riguardo al Prodotto Interno Lordo (PIL), il presidente ha confrontato il rendimento della sua gestione con la media storica. Mentre l'economia argentina è cresciuta in media dell'1% annuo negli ultimi cento anni, durante la sua amministrazione lo ha fatto a un ritmo del 10% nei primi due anni, moltiplicando per cinque il tasso storico. Ha anche evidenziato il dato dell'EMAE (l'indicatore mensuale dell'attività economica, simile all'indice PMI europeo), cresciuto del 2,3% nel primo trimestre 2026, con un aumento destagionalizzato dello 0,7%.
L'intervista ha anche affrontato temi politici attuali. Milei ha confermato l'uscita di Manuel Adorni (noto portavoce presidenziale) come capo di Gabinetto e la sua sostituzione con Diego Santilli, politico esperto che manterrà anche la carica di ministro dell'Interno (equivalente al Ministero degli Interni europeo), unificando entrambe le funzioni. Il presidente ha giustificato questa decisione osservando che gran parte del lavoro di Santilli consisterà nel mantenere il dialogo con i governatori provinciali, un compito cruciale per la governabilità in un Paese federale come l'Argentina.
Milei ha menzionato che gli investimenti impegnati attraverso il RIGI (Régimen de Incentivos para Grandes Inversiones), un regime fiscale speciale per attrarre grandi capitali esteri, valutati USD 150.000 milioni, inizieranno a materializzarsi in modo "frammentato". Questo regime offre vantaggi fiscali e garanzie giuridiche a investitori stranieri che portino capitale in Argentina per progetti di lungo termine.
Ha inoltre proiettato un "boom dei consumi" trainato dall'aumento delle pensioni (man mano che l'inflazione scenderà) e dal recupero dei redditi da lavoro formale, che secondo il mandante "hanno smesso di cadere e iniziano a crescere".
Alfredo S. Quiroga