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Aumento del dollaro: le spiegazioni del Governo e il focus sul recupero del credito

02/07/2026 21:47 - Economia

Il Governo spiega la dinamica del dollaro

In Argentina, il tasso di cambio al dettaglio (dollaro minorista) ha raggiunto i 1.510 pesos dopo una serie di lievi aumenti registrati nell'ultimo mese. Questa tendenza si è replicata anche nel dollaro blue (il mercato parallelo), nel contado con liquidacion (operazione per comprare dollari all'estero vendendo titoli in pesos) e nel tasso all'ingrosso (mayorista). Dalla Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA), guidata da Santiago Bausili, si è iniziato ad agire attraverso canali alternativi, intervenendo senza ricorrere alla vendita diretta delle riserve valutarie.

Gli strumenti principali utilizzati sono stati la vendita di contratti di dollaro future e la collocazione di titoli dollar-linked (titoli del Tesoro che si adeguano all'evoluzione del dollaro ufficiale). L'intervento si è concentrato sul contratto future con scadenza a fine luglio 2026.

Fattori esogeni e sguardo positivo

Dalla Casa Rosada (sede del governo), fonti ufficiali hanno assicurato che l'aumento del dollaro non risponde a problemi interni, ma a un fenomeno globale. Il dollaro statunitense si è rafforzato rispetto ad altre valute, con un impatto sui mercati emergenti. Felipe Núñez, direttore del BICE (Banca di Investimento e Commercio Estero) e membro del team economico di Luis Caputo, ha spiegato che il peso argentino accompagna questa svalutazione internazionale.

Núñez ha sottolineato che il paese si trova molto lontano dai margini della banda valutaria e che gli aggregati monetari crescono a un ritmo inferiore all'inflazione, in un contesto in cui il mercato si aspetta una decelerazione dei prezzi.

L'aspettativa del credito e la discesa dell'inflazione

Il nuovo portavoce presidenziale, Adrián Ravier — che ha assunto l'incarico dopo le dimissioni di Manuel Adorni il 27/06/2026 —, ha espresso ottimismo sulla ripresa economica. Ravier ha indicato che la chiave per rilanciare i consumi e gli investimenti è il ritorno del credito, il quale avverrà quando si vincerà la battaglia contro l'inflazione.

In tal senso, ha anticipato che i dati sull'inflazione sono stati buoni, con un ultimo dato del 2,1%, e si prevede che il prossimo rompa la barriera del 2%, recuperando così l'attività economica.

Preoccupazioni interne: Entrate fiscali e Mancati pagamenti

Nonostante l'ottimismo, un funzionario del Potere Esecutivo ha riconosciuto che ci sono due indicatori che generano allerta. In primo luogo, il livello di raccolta tributaria, poiché una caduta influisce sulla redistribuzione delle risorse copartecipabili alle province (sistema di ripartizione delle entrate tra lo Stato e le province), generando tensioni con i governatori. In giugno 2026, il Governo nazionale ha inviato al consolidato delle province e della CABA (Città Autonoma di Buenos Aires) 6.830 miliardi di pesos, ovvero il 25,7% nominale in più rispetto all'anno precedente, ma con una diminuzione reale del 5,6%.

In secondo luogo, preoccupa il tasso di morosità nel credito privato, che continua a crescere. Secondo un rapporto della fondazione 1816, questo fenomeno colpisce 4 persone su 10 under 35 con prestiti attivi. Ciononostante, dalla società di consulenza hanno chiarito che il peso del credito nell'economia è talmente piccolo che il PIL può continuare a crescere nei prossimi mesi.

Fonte: Imago.com.ar

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