11/07/2026 03:45 - Politica
Pubblicato il 10 luglio 2026. Fonte: Infobae.
Nella sua storica lotta contro la cosiddetta «casta» (il termine usato dal presidente Javier Milei per descrivere la classe politica tradizionale argentina), il leader sembra essere entrato in una nuova fase conciliante. In meno di 24 ore, tra mercoledì 9 e giovedì 10 luglio 2026, il presidente si è mostrato aperto al dialogo con i governatori delle province, amichevole con la Chiesa cattolica e simpatico con il capo del governo della città di Buenos Aires, Jorge Macri, segnando un netto contrasto con il tono conflittuale dei cicli precedenti.
Il 9 luglio 2026, durante il Tedeum (una messa solenne celebrata ogni anno in Argentina per l'anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, quest'anno al 210° anniversario) svoltosi nella Cattedrale Metropolitana di Tucumán, Milei ha salutato calorosamente Jorge Macri e sua moglie, Belén Ludueña, presenti con il loro neonato, Vito. Un anno prima, nella stessa cerimonia, il presidente aveva snobbato il capo del governo portegno (cioè di Buenos Aires). Questa volta, con un sorriso, gli ha dedicato un commento su suo figlio: «Ti è uscito troppo bello», in un chiaro gesto di buona disposizione che ha incluso anche i mandatari provinciali presenti.
Questa postura del presidente risponde ai calcoli di un governo che ha consultato nuovamente la calcolatrice elettorale a un anno dalla chiusura delle liste e di fronte al dibattito imminente in Congresso sulla riforma politica. L'asse centrale di questa discussione è l'eliminazione delle PASO (Primarie Aperte Simultanee e Obbligatorie), un'innovazione elettorale argentina introdotta nel 2009 che obbliga i partiti a selezionare i candidati attraverso votazioni aperte. Karina Milei, segretaria generale della Presidenza e sorella del presidente, considera questa misura indispensabile per garantire la rielezione presidenziale nel 2027, a differenza di alcuni alleati del PRO (Proposta Repubblicana, partito di centrodestra).
Dopo mesi di paralisi a causa del caso dell'ex capo di Gabinetto Manuel Adorni — il cui episodio di presunta corruzione il governo considera un'operazione del peronismo (il principale movimento politico e popolare argentino) — i sondaggi hanno costretto la maggioranza a esagerare i gesti di unità. Secondo fonti interne, l'immagine positiva del presidente si collocherebbe a 32 punti, un numero che l'Esecutivo cerca di recuperare urgentemente per trasmettere un'immagine di continuità e ridurre il rischio politico.
Il governo si sente relativamente tranquillo mentre il peronismo rimane frammentato. Tuttavia, intravede una sfida se l'opposizione si unisce sotto la guida di Axel Kicillof (governatore della provincia di Buenos Aires), che misurerebbe circa 27 punti, lasciando la differenza proiettata con il governo a soli 3-5 punti.
Il rischio dei nani di destra: Nella cupola nazionale ammettono di temere politici con un profilo ideologico simile a quello di Milei che, senza raggiungere il suo livello di adesione, potrebbero dividere il voto libertario. Una delle figure che genera aspettative è la vicepresidente Victoria Villarruel, che a Tucumán ha confermato che i suoi piani per essere candidata nel 2027 rimangono fermi. Da Balcarce 50 (l'indirizzo della sede del governo argentino, la Casa Rosada) confidano che una candidatura solitaria di Villarruel non danneggerebbe il governo, ma riconoscono che la somma di cinque o sei candidati di quello stile potrebbe essere pericolosa.
Per completare il quadro dei gesti orientati a presentarsi come un buon amministratore, Milei ha convocato una riunione di Gabinetto appena poche ore dopo il Tedeum. L'obiettivo era analizzare i nodi della riforma della Carta Organica della Banca Centrale argentina (BCRA), con l'obiettivo di chiudere il finanziamento al Tesoro. Alla riunione, avvenuta con la scenografica cornice del balcone della Casa Rosada affacciato su Plaza de Mayo, hanno partecipato i ministri e il nuovo Capo di Gabinetto, Diego Santilli, che ha assunto l'incarico il 30 giugno 2026 in sostituzione di Adorni.
Con un tono che cerca di allontanarsi dalla confrontazione e di puntare al pragmatismo, il governo argentino prepara il terreno per quella che sarà una stagione politica intensa e ricca di definizioni.
Alfredo S. Quiroga